Carabinieri, si cambia: insediato Zamponi
Il nuovo comandante provinciale si è presentato alla città: «Per noi sarà fondamentale la vicinanza alla gente»
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Vicini alla gente, non solo per prevenire reati ma anche per dare consigli, quando ce ne sarà bisogno. È il programma del nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Francesco Zamponi, che si è insediato ieri prendendo il posto occupato fino a domenica dal colonnello Marco Grandini, trasferito al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari di Roma.
Zamponi, 47 anni, originario di Bolsena, è figlio di un maresciallo dei carabinieri, ha vissuto fin da piccolo in caserma e quindi conosce molto bene dall’interno l’Arma. Ha due lauree in Giurisprudenza e in Scienze politiche e una specializzazione in Scienze della sicurezza interna ed esterna. È autore di due libri, “Il terrorismo globalizzato. Aspetti multidisciplinari” e “L’accesso degli stranieri al pubblico impiego e l’arruolamento nelle forze armate e di polizia” , pubblicati nel 2010 e nel 2012. Si è arruolato nel 1992 frequentando l’Accademia militare di Modena nel biennio 1992/1994 e la Scuola ufficiali carabinieri dal 1994 al 1997. Al termine dell’iter formativo è stato destinato alla Scuola allievi carabinieri di Chieti in qualità di comandante istruttore. Dal 1999 al 2008 ha comandato le Compagnie di Teramo e di Macerata. Destinato allo Stato maggiore della Difesa, ha prima ricoperto l’incarico presso il Reparto informazioni e sicurezza e successivamente all’Ufficio generale affari giuridici (ha anche l’abilitazione alla professione di avvocato). Nel 2012 è stato trasferito al Comando generale dell’Arma dove si è occupato, all’interno dell’area logistica, del settore della mobilità terrestre e dei nuovi veicoli destinati ai servizi operativi.
Fra le sue collaborazioni si annoverano la nomina a ricercatore presso il Centro militare di studi strategici di Roma dal 2010 al 2012 sui flussi migratori e sul fenomeno dei “bambini soldato”, oltre a quella di professore a contratto presso l’Università di Roma 3 nell’ambito della cattedra di Sociologia sul terrorismo fondamentalista.
«Nel corso della mia vita ho visto quanto sia importante il rapporto con la comunità – ha spiegato il colonnello Zamponi parlando coi cronisti al Comando provinciale – Un pensiero particolare va ai giovani, troppo spesso messi in secondo piano. Non faccio proclami perché non è costume dell’Arma, ma cercherò di essere vicino al territorio, con servizi mirati di prevenzione e un occhio di riguardo alle conseguenze della crisi economica” .
Il colonnello Zamponi ha già preso contatti con la Questura e con la Prefettura e considera gli enti locali e la polizia municipale “un soggetto imprescindibile” per garantire la sicurezza sul territorio. Di questo parlerà presto col sindaco Matteo Biffoni. —
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