Attenzione
Vado a prendere il bus davanti al Duomo
Domani col Tirreno la quinta foto che racconta com’era la città nel dopoguerra, quando le auto entravano in centro
prato
Riprende domani la distribuzione delle foto storiche della Prato del dopoguerra, l’iniziativa del Tirreno per riscoprire la città com’era una volta, quando le immagini erano in bianco e nero e non c’erano gli smartphone a documentare i cambiamenti nel paesaggio urbano. Sono le foto dell’archivio Ranfagni che vengono distribuite il martedì, mercoledì, giovedì e venerdì e raccontano i luoghi, i mestieri, la vita quotidiana di una città che, proprio in quegli anni, stava crescendo e si stava modificando
Il Tirreno ne ha scelte 16 e domani i lettori troveranno la foto di piazza Duomo, in una scena desueta ormai in cui si vedono gli autobus della Cap parcheggiati nella piazza.
Qui era il capolinea. Siamo nei primi anni Sessanta, parcheggiate in piazza ci sono le ultime Topolino, da una parte sono fermi i taxi vicino al pulpito di Donatello, una Fiat Seicento e una Fiat Seicento Multipla sono in sosta fra le strisce bianche, poi le Fiat 850 e la 1400 che transitano là dove oggi è tutto pedonalizzato. Sembra un’altra epoca, quella del’900 appena passato. Ora mentre proprio in questi giorni la Giunta regionale ha firmato la convenzione con la Ratp (Autolinee toscane), dopo ricorsi al tribunale amministrativo dell’altra cordata Mobit, fra cui la Cap, la storica cooperativa dei trasporti pratese fu una delle prime grandi iniziative imprenditoriali ancor prima della fine del seconda guerra mondiale.
L’azienda venne fondata il 15 marzo 1945 a Prato su iniziativa dell’allora sindaco Dino Saccenti e dell’imprenditore pratese Alfredo Menichetti. Qualcosa di estremamente innovativo per l’epoca, se si pensa a quegli anni e non solo. La società cooperativa si sviluppa nel tempo arrivando a trecento soci e allargando l’orizzonte da Prato e Firenze fino a tutta la Toscana. Negli anni a seguire, la Cap diventa il primo tour operator della regione, con un’apposita società finalizzata al turismo, e compie l’acquisto dell’Hotel Raffaello di Firenze. Con le varie riforme succedutesi negli anni sul trasporto pubblico locale, la Cap – autolinee pratesi – diventa una delle protagoniste di primo piano del trasporto toscano, tanto da rilevare quote della pistoiese Copit e il 25 % di azioni nel processo di privatizzazione della fiorentina Ataf. Nel 1998 la Cap dà vita anche alla società pubblico-privata “Li-nea”. La vicenda giudiziaria degli ultimi anni, dopo la gara della Regione per l’intero affidamento del trasporto pubblico locale concesso alla francese Ratp, sembra ora aver spezzato la lunga storia di una delle più longeve società toscane.
Ma all’epoca in cui fu scattata questa foto non c’era ancora nulla di tutto questo. Le auto passavano davanti al Duomo e il capolinea dei bus era proprio lì, accanto alla fontana. —
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