Gioco
La macelleria Mazzocchi di via Firenzuola (più nota come via del Pesce)
Mercoledì 12 in omaggio col Tirreno la seconda foto dell'Archivio fotografico Ranfagni
PRATO. Seconda foto in omaggio de “La Vecchia Prato” è arrivato. Mercoledì 12 il Tirreno regala un'altra foto d’epoca della collezione Foto Ranfagni. Questa volta siamo in via Agnolo Firenzuola (più nota ai pratesi come via del Pesce) centro della città, fra via dei Manassei, via Guasti e via Carraia, una signora con la bicicletta si sofferma davanti all'allora macelleria Mazzocchi. Siamo negli anni Cinquanta e la foto dell'archivio Ranfagni racconta questa scena di vita quotidiana pratese, con i cartelli e la carne appesa a 400 lire al chilogrammo, forse carne di pollo, quando il salario mensile di un operaio, fra il '50 e il '55, era salito dalle 24 alle 43 mila lire, un caffè costava 30 lire, un chilo di pane 120 lire. Quasi 70 anni fa era questa la Prato che di lì a poco avrebbe scoperto il boom economico e il lievitare della produzione tessile. L'allora macelleria Mazzocchi, oggi macelleria Carlesi, ferma la scena della donna che passando con un modello di mobilità che oggi si rincorre con affanno, quello appunto della bicicletta, guarda le carni e i prezzi. Perché dai prezzi, si decideva cosa mettere sul piatto di cena. E che dire di via Agnolo Firenzuola, personaggio ormai disperso nella smemorata routine, nato a Firenze nel 1493 e morto a Prato nel 1543, erudito, letterato e monaco Vallombrosano che fu dispensato dai voti professati, ossia dall'esser monaco, nel 1526. Nel 1534 si stabilì a vivere a Prato e qui scrisse il Dialogo delle bellezze delle donne intitolato "Celso", dedicato «Alle nobili e belle donne pratesi» come egli stesso lasciò a memoria futura. Si noteranno i particolari delle carni messe in mostra su tavolini di legno o sospese all'esterno del negozio. —
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