Sicurezza
Guidava con una patente falsa Maximulta per un giovane
La polizia municipale ha scoperto che il ventiduenne non aveva mai conseguito il documento di guida e che era stato contraffatto
MONTEMURLO
Appositamente addestrati per riconoscere i documenti falsi, gli agenti della polizia municipale di Montemurlo nei giorni scorsi hanno individuato un giovane italiano, che guidava con una patente della Repubblica Ceca, che ad un occhio inesperto poteva risultare regolare. Durante un posto di controllo, infatti, la Municipale di Montemurlo ha fermato un ragazzo di 22 anni che, alla richiesta degli agenti di presentare i documenti di guida, ha esibito una patente della Repubblica Ceca, che non ha convinto della sua veridicità i vigili del Comando di via Toscanini. Gli agenti hanno avviato così le indagini e, attraverso perizie e riscontri sui documenti, anche attraverso l'uso di luci u.v., hanno accertato che il documento non era valido ma presentava evidenti difformità rispetto all'originale. Da ulteriori controlli è emerso che il giovane non aveva mai conseguito la patente e che la falsa patente Ceca era un escamotage per aggirare i controlli. Il giovane italiano, residente a Prato, è stato quindi denunciato penalmente per la contraffazione dei documenti di guida e sanzionato a livello amministrativo per la guida senza patente. Per lui inoltre è scattata una multa da 5100 euro più il fermo dell'auto per almeno tre mesi.
È stata invece ridotta da 5 mila a 185 euro la multa per un cittadino cinese, che guidava solo con la traduzione giurata della patente cinese senza il documento di guida originale.
L'uomo, 42 anni, aveva infatti conseguito una regolare patente di guida in Cina, che poi aveva poi fatto tradurre in italiano. Alla richiesta di approfondimento, il conducente ha fatto pervenire agli agenti del Comando di via Toscanini la patente cinese che è risultata regolare, ma non convertibile in patente di guida italiana. Per l'uomo quindi la multa si è ridotta di molto e la patente cinese è stata restituita alle autorità di Pechino. Ora, se l'uomo vorrà continuare a guidare, dovrà conseguire di nuovo la patente in Italia. —
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