Sicurezza
Caaf e patronati presi d’assalto per esenzioni e sgravi fiscali
Zanieri (Uil): «Interpellare l’Inps al telefono è impossibile» Viola (Cgil): «Fare la fila è ormai la prassi per ogni pratica»
PRATO
Se non è caos, poco ci manca. Fra domande di bonus, Isee, richieste di esenzioni e sgravi fiscali, Caaf e patronati dei sindacati dallo scorso giugno sono presi d’assalto. Accade un po’ dovunque e Prato non è da meno, con lunghe file, anche in questi giorni d’estate, di fronte alle sedi dei maggiori sindacati. Nel mezzo ci sono le procedure anti Covid, ma soprattutto «un numero verde dell’Inps che non funziona. Cinquanta minuti di attesa per conoscere gli esiti di una pratica o avere informazioni su come e cosa fare», alza il tiro Rodolfo Zanieri, responsabile della camera sindacale Uil di via Vittorio Veneto. Il Covid e tutte le relative procedure anticontagio stanno trasformando modalità e processi dei servizi di utilità pubblica, e per Zanieri i servizi ai cittadini stanno diventando «sempre più selettivi e non adeguati alla popolazione che ne fa richiesta».
«E’ richiesto dovunque l’uso di internet ed email, appuntamenti on line, la digitalizzazione è sicuramente importante, ma ci sono grosse fasce di popolazione che non hanno le conoscenze e gli strumenti per fare tutto questo», prosegue Zanieri. E a chi si rivolgono le persone? «Si rivolgono ai sindacati e ai patronati- commenta Saverio Viola dell'Inca Cgil di piazza Mercatale - qui siamo sempre aperti, per chi sa usare internet si può lavorare anche via email, ma per moltissime persone è sempre lo sportello e fare la fila diventa la prassi per ogni pratica». L'affondo principale è verso l'Inps.«Due numeri di telefono che rispondono da Roma per prendere un appuntamento agli uffici Inps di Prato, attesa interminabile, spesso cade la linea, diventa tutto ancora più farraginoso e contorto. La pubblica amministrazione sta diventando impossibile soprattutto adesso nel dopo-Covid, ci vuole una riforma pragmatica degli uffici e delle pratiche o si va al collasso», continua a dire il responsabile Uil di Prato. Nel mezzo di tutto questo si trovano anche i ritardi nell'erogazione della cassa integrazione.
«Ci sono ancora moltissime persone che devono ricevere la cassa integrazione di marzo», dice ancora Rodolfo Zanieri. «Al di la dei flussi delle domande per reddito di cittadinanza e bonus vari, le persone che chiedono i servizi e trovano tutto sbarrato si rivolgono sempre ai sindacati e ai patronati e qui abbiamo l'obbligo di accettare le persone per appuntamento - dicono gli operatori della Uil di via Vittorio Veneto - una situazione difficile anche in questi giorni d'agosto. Molti vengono prima per prendere l'appuntamento, poi tornano per le pratiche. In sostanza si ritrovano così a fare la fila due volte». E la voce si alza. «Governo e pubblica amministrazione devono pensare che ci sono moltissime persone che non saranno mai digitalizzate e i servizi di utilità pubblica non possono essere risolti tutti con una email. Serve un'organizzazione chiara ed efficiente per rispondere alle esigenze in modo particolare delle persone più anziane, o questa situazione non farà che generare altro caos», conclude Rodolfo Zanieri. —
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