Sicurezza
Da martedì 11 col Tirreno le foto de “La Vecchia Prato”
Si parte con la corsa delle moto in piazza Mercatale, mercoledì 12 ci si sposta in via del Pesce con la storica macelleria
PRATO. Il grande giorno de “La vecchia Prato” è arrivato. Da domani mattina, martedì 11, il Tirreno regala ai suoi lettori insieme al giornale le foto d’epoca della collezione Foto Ranfagni. In quell’archivio c’è la storia di Prato dal dopoguerra in poi, raccontata attraverso migliaia di immagini. Tutte in bianco e nero. Noi ne abbiamo scelte 16 e, da stamattina, ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, le regaliamo ai lettori del Tirreno. Ecco “La vecchia Prato”, la raccolta di immagini tratte dall’archivio di Foto Ranfagni, che raccontano, in un percorso che va dalla fine degli anni ’40 agli anni ’70 del secolo scorso i luoghi, i mestieri, gli avvenimenti di una città che, proprio in quegli anni, è rapidamente cresciuta ed ha conosciuto un vero e proprio boom economico e demografico.
La foto che troverete stamattina, già presentata nei giorni scorsi, è quella di una corsa in moto in piazza Mercatale. Siamo negli anni ’50, quando la voglia di ripartire era tanta e le regole meno stringenti di oggi. E la passione per i motori si poteva sfogare anche in circuiti cittadini e con mezzi non proprio professionistici. Diversa è la foto che sarà regalata ai nostri lettori col giornale di domani, mercoledì 11, e che pubblichiamo qui a fianco in versione un po’ ridotta rispetto alla copia dell’originale che troverete in edicola.
Questa volta siamo in Via Agnolo Firenzuola (più nota ai pratesi come via del Pesce) centro della città, fra via dei Manassei, via Guasti e via Carraia, una signora con la bicicletta si sofferma davanti all'allora macelleria Mazzocchi. Siamo negli anni Cinquanta e la foto dell'archivio Ranfagni racconta questa scena di vita quotidiana pratese, con i cartelli e la carne appesa a 400 lire al chilogrammo, forse carne di pollo, quando il salario mensile di un operaio, fra il '50 e il '55, era salito dalle 24 alle 43 mila lire, un caffè costava 30 lire, un chilo di pane 120 lire. Quasi 70 anni fa era questa la Prato che di lì a poco avrebbe scoperto il boom economico e il lievitare della produzione tessile.
L'allora macelleria Mazzocchi, oggi macelleria Carlesi, ferma la scena della donna che passando con un modello di mobilità che oggi si rincorre con affanno, quello appunto della bicicletta, guarda le carni e i prezzi. Perché dai prezzi, si decideva cosa mettere sul piatto di cena. E che dire di via Agnolo Firenzuola, personaggio ormai disperso nella smemorata routine, nato a Firenze nel 1493 e morto a Prato nel 1543, erudito, letterato e monaco Vallombrosano che fu dispensato dai voti professati, ossia dall'esser monaco, nel 1526. Nel 1534 si stabilì a vivere a Prato e qui scrisse il Dialogo delle bellezze delle donne intitolato "Celso", dedicato «Alle nobili e belle donne pratesi» come egli stesso lasciò a memoria futura. Si noteranno i particolari delle carni messe in mostra su tavolini di legno o sospese all'esterno del negozio.
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