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Prato Film Festival chiude con numeri da record

L’abito Florentia della stilista Eleonora Lastrucci al Prato Film Festival con Christian Giagnoni (tra i premiati)
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L’abito Florentia della stilista Eleonora Lastrucci al Prato Film Festival con Christian Giagnoni (tra i premiati)

Nonostante i problemi legati alle restrizioni per la pandemia, ci sono stati oltre 1.500 spettatori all’arena estiva cinematografica del Castello dell’Imperatore durante i cinque giorni di manifestazione.

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PRATO. Il Prato Film Festival chiude con numeri da record: sono oltre 1.500 gli spettatori che dal 4 all’8 agosto sono passati dall’arena estiva cinematografica del Castello dell’Imperatore, nel corso dell’edizione 2020 della manifestazione ideata dal direttore artistico Romeo Conte.

E sono stati cinque giorni intensi, ricchi di grandi ospiti, che hanno incontrato il pubblico di casa: per citarne alcuni, gli attori Francesco Di deva, Andrea Bosca, Maurizio Lombardi, Monica Vallerini, Francesco Foti, Mirko Frezza, Edoardo Pesce, Sergio Forconi, Maurizio Mattioli, Federico Ielapi, Milena Mancini, Giorgio Colangeli, e Sandra Milo, il regista Alessandro Pondi, la sceneggiatrice Domitilla Shaula Di Pietro, il direttore della fotografia Sergio D’Offizi e il costumista Massimo Cantini Parrini, tutti saliti sul tappeto rosso dell’arena cinematografica del Castello dell’Imperatore nel corso delle serate condotte da Piero Torricelli, Giovanni Bogani, e dall’attrice Claudia Conte, che ha sfoggiato per l’occasione le creazioni della stilista  Eleonora Lastrucci e del suo Antico Setificio Fiorentino; le acconciature delle ospiti e guest star del Festival sono state invece curare dal celebre hair stylist Carlo Bay.

Tanti i registi emergenti che hanno partecipato con i loro cortometraggi alla Selezione Ufficiale della manifestazione cinematografica: opere intense dedicate a temi come la legalità, l’ambiente, la commedia e i diritti umani, che hanno lasciato il segno e appassionato il pubblico degli spettatori. Molto apprezzati anche i lungometraggi proiettati sullo schermo dell’arena cinematografica del Castello dell’Imperatore: Il sindaco del rione Sanità, di Mario Martone, A mano disarmata, di Claudio Bonivento, e Lontano lontano, di Gianni Di Gregorio e Tutta un’altra vita di Alessandro Pondi, che è stato premiato sul palco da Angelo Venticinque, responsabile di Assidream UnipolSai Assicurazioni, tra i main sponsor dell’evento.

Un’edizione con tanti momenti memorabili, a partire dall’omaggio ad Alberto Sordi, nel centenario della sua nascita, ricordato da Sandra Milo e da tanti ospiti che hanno voluto rendere onore al suo genio, fino al toccante messaggio del figlio di Ennio Fantastichini, Lorenzo, che ha voluto ricordare il padre recentemente scomparso, e all’emozionante serata dedicata al Pinocchio di Matteo Garrone, che ha visto protagonisti di un incontro con il pubblico al Museo del Tessuto di Prato il pluripremiato costumista Massimo Cantini Parrini, premiato con il premio del Prato Film Festival da Matteo Mantellassi, titolare della Manteco Spa, e il giovanissimo protagonista della pellicola Federico Ielapi.

Soddisfatto il direttore artistico del festival, Romeo Conte, che dichiara: «È stata un’edizione davvero unica e piena di grandi soddisfazioni. Quando abbiamo deciso di “traslocare” al Castello dell’Imperatore e di trasferire qui l’ottava edizione del Festival, inizialmente prevista in maggio al Convitto Statale Nazionale Cicognini, abbiamo fatto una grande scommessa: e sono davvero commosso dalla risposta del pubblico, pratese ma non solo, che serata dopo serata ha affollato l’arena cinematografica, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Voglio ringraziare anzitutto loro, e poi i grandi protagonisti del cinema che hanno accettato il nostro invito, gli autori emergenti che hanno partecipato alla nostra Selezione Ufficiale, le aziende che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuti, e il Comune di Prato, che ci fa sempre sentire la sua vicinanza. È stata davvero una grande festa del Cinema, e un bellissimo segnale di ripartenza, dopo tutte le difficoltà che abbiamo vissuto nel periodo del lockdown».


 

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