Sicurezza
Dentro il Castello le case degli sfollati di guerra
Dall’11 agosto in regalo con Il Tirreno le ristampe delle foto dei decenni del dopoguerra tratte dall’Archivio Ranfagni
PRATO. Sedici fotografie scelte dall’archivio Ranfagni che raccontano la “Vecchia Prato”. Sedici immagini che verranno regalate dal prossimo martedì 11 agosto ai lettori del Tirreno, tornando a ricordare la città com’era. Ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, dalla prossima settimana celebreranno la città come è stata , in cui molti dei più anziani si rivedranno, e i più giovani riconosceranno i luoghi della loro crescita.
Qui siamo al Castello dell'Imperatore (o Castello Svevo), in una vesta inedita per quasi tutti i pratesi: quando ancora all’interno c’erano delle abitazioni, che negli anni ’50 ospitavano gli sfollati della guerra, prima di essere abbattute. L'opera fu realizzata dall'architetto siciliano Riccardo da Lentini fra il 1237 e il 1248, per volere dell'imperatore Federico II di Svevia, che tra l'altro non arrivò mai a Prato e venne abitata dal suo vicario in Toscana, incaricato di presidiare la strada che collegava il Sacro Romano Impero con l'Italia meridionale e la Sicilia: voleva essere un presidio per attaccare Firenze. Nel 1239 la città fu scelta come quartier generale dal vicario di Federico II in Toscana e si iniziò la costruzione.
Dopo la conquista di Prato da parte di Firenze nel 1351, il castello fu collegato alle nuove mura cittadine tramite un corridoio fortificato , detto poi Cassero e divenne la sede della guarnigione. Nei secoli successivi subì vari rimaneggiamenti per essere adattato a residenza per il Maestro di Campo dell’esercito toscano, poi come ricovero per i veterani di guerra e infine come prigione. A inizio Novecento fu acquistato dal Comune che si occupò del suo restauro. Nel 1944 il castello fu usato dai fascisti per rinchiudere le centinaia di pratesi arrestati per lo sciopero di marzo. Sempre nel 1944, tra il 6 e 7 settembre, dopo l'occupazione della città da parte dei partigiani, ci fu un rastrellamento per la città, dove vennero catturati fascisti e presunti tali. Una volta condotti al castello, vennero fucilati. L'evento è ricordato come l'eccidio del Castello dell'Imperatore.
Dopo questi fatti la fortezza è rimasta uno dei punti di raccolta per chi non aveva casa e via via è diventato il cuore della città laniera per eventi e manifestazioni. Dopo la rimessa a nuovo di piazza delle Carceri, con lo spazio solo pedonale, ha permesso a molti di vivere grandi emozioni. Al suo interno vengono organizzati tanti eventi e proprio in questi giorni si è svolto il Prato Film Festival con la proiezione di film. Un momento molto sentito di questa estate è stata la consegna del Gigliato d'oro da parte del Comune di Prato allo scrittore Sandro Veronesi per la vittoria del premio Strega (sua seconda volta) con il romanzo Il Colibrì. Nel recente passato ricordiamo anche l'intervento di Carlo Verdone che ha fatto divertire anche gli storici muri del Castello con la sua simpatia e all’interno del cortile. Periodicamente al suo interno vengono ospitate manifestazioni , mostre e concorsi. Ma quello che molti aspettano tutte le sere è il sublime panorama al tramonto, quando i raggi del sole colpiscono le feritoie delle mura, creando giochi di luce fantastici.
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