Il Tirreno

Prato

scuola e solidarietà

Azienda dona un maxi-schermo come quello rubato agli alunni dislessici

Maria Lardara
La sala Eureka delle scuole Gandhi con il maxi-schermo interattivo
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La sala Eureka delle scuole Gandhi con il maxi-schermo interattivo

Atto di generosità della Tecnosistemi nei confronti della scuola Gandhi dopo il furto che si era verificato nella notte fra il 19 e il 20 giugno scorsi

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PRATO. Non c’è stato nemmeno bisogno di lanciare una campagna di raccolta fondi per ricomprare il maxi schermo della sala Eureka, quello che ha fatto gola ai ladri delle scuole Gandhi. Era successo nella notte fra il 19 e il 20 giugno: il furto fu una ferita al cuore per la comunità scolastica pratese vista l’importanza di quell’ausilio didattico per bambini con bisogni “speciali”, come gli alunni dislessici. Ma il cuore di Prato sa essere generoso, in questo caso quello dell’azienda TT Tecnosistemi che nel novembre 2019 aveva installato il monitor touchscreen ricreando tutto l’ambiente di apprendimento digitale.

E ne installerà un altro, stavolta un prodotto informatico ricondizionato secondo la filosofia “green” cara all’azienda fondata nel 1984 che dà lavoro a 150 persone. La donazione sarà formalizzata dal consiglio d’istituto del comprensivo Gandhi, giusto il tempo di mettere in sicurezza la sala Eureka dopo l’irruzione dei malviventi avvenuta un mese e mezzo fa. Al tentativo di furto, la sirena dell’allarme scattò subito disorientando i ladri che, nella fretta di scappare, lasciarono cadere per terra lo schermo riducendolo in frantumi.

«Grande gratitudine a nome della comunità scolastica pratese – ammette il preside Mario Battiato – Lo schermo non veniva utilizzato solo per le attività didattiche ma era un prezioso strumento a servizio a disposizione per corsi, attività e progetti formativi. Per questo eravamo pronti a organizzare una raccolta fondi».

Il comprensivo di Galciana, con i suoi quasi 1.400 alunni, è sede del Cts (Centro territoriale di supporto) che coordina le attività didattiche per gli alunni con bisogni “speciali”. La sala Eureka, di cui lo schermo sottratto era parte integrante, veniva spesso utilizzato dalla sezione pratese dell’Aid, l’associazione italiana di dislessia, per i suoi incontri e attività formative. Bambini, genitori, docenti e formatori torneranno dunque a frequentare la sala Eureka, grazie al gesto della Tecnosistemi che da 36 anni porta l’innovazione digitale nelle scuole a partire dalle prime lavagne interattive multimediali (Lim) nate venti anni fa.

Fu l’azienda a sperimentare il primo collegamento di lezione a distanza fra Marettimo e una scuola media di Bagno a Ripoli così da permettere la didattica virtuale a tre ragazzini residenti nell’isola delle Egadi. Correva il 2002. Oggi l’azienda specializzata in soluzioni tecnologiche per le imprese e la pubblica amministrazione, una delle realtà che più fatturano a Prato, sposa i principi dell’economia circolare attraverso la rigenerazione di computer, stampanti e componenti che hanno la stessa garanzia ed efficienza dei prodotti nuovi. «La crescente attenzione alla sostenibilità – fa sapere l’amministratore delegato Riccardo Bruschi - ci ha spinto a intraprendere il percorso per ottenere la certificazione di B-Corp (benefit corporation): da oltre dieci anni abbiamo il bilancio sociale, certificazione Emas, Iso 14001 e di recente abbiamo ottenuto il riconoscimento di rating di legalità».

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