Gioco
Guarito da tempo ha di nuovo il Covid, ma nella casa di riposo sono tutti negativi
Sospiro di sollievo nella Rsa di Comeana dopo che un ospite, ricoverato da tempo a Villa Donatello a Firenze, è risultato positivo al terzo tampone, La direttrice: "Questo virus non finisce mai di stupirci"
CARMIGNANO. Un sospiro di sollievo. La Casa di accoglienza di Comeana per adesso non rischia una nuova quarantena. E non ci saranno limitazioni particolari neppure alle visite dall’esterno. I tamponi effettuati sulla trentina di ospiti e sugli operatori in servizio in questi giorni rassicurano: non c’è alcun nuovo focolaio. Almeno al momento. Tutto era iniziato giovedì 30 luglio, quando un anziano di ritorno dalla fiorentina villa Donatello, dove era ricoverato, è stato sottoposto a controlli: una misura precauzionale, nonostante che da Firenze fosse arrivato con un doppio tampone negativo (e dunque guarito a tutti gli effetti), un protocollo messo in atto dalla struttura dopo il calvario passato in tutti questi mesi e i casi apparenti di ritorno che erano stati diagnosticati un mese e mezzo fa quando sembrava tutto finito, il 18 giugno, i quali avevano costretto la casa di riposo, privata ma convenzionata, gestita da una onlus, a chiudere tutto e ad un nuova quarantena di due settimane.
Il tampone all’anziano, un uomo arrivato nella casa di riposo a Comeana lo scorso ottobre, giovedì è risultato positivo. Un risultato inaspettato, dopo i due test negativi che ne avevano permesso la dimissioni. A quel punto venerdì sono scattati i controlli su chiunque avesse frequentato la struttura. I risultati sono arrivati sabato: tutti negativi per l’appunto. Negativo anche l’ospite che nel frattempo era già tornato a villa Donatello, sottoposto a nuovo tampone prima del trasferimento.
Ma l’apparente paradosso è qualcosa che l’epidemia di tutti questi mesi ha già dimostrato che può accadere. Ci sono infatti’echi’del virus che a volte rimangono anche dopo essere guariti. Altre volte, raccontano gli esperti, il virus si sposta nell’organismo: il tampone va a verificare un punto preciso del corpo (lì non c’è ma altrove sì). E poi ci sono casi di tamponi sbagliati, falsi positivi. Per questo vengono spesso ripetuti. «Chi ci capisce qualcosa è bravo» allarga le braccia la direttrice Paola Lombardi. L’importante è che non ci sia nessun focolaio in atto e che il protocollo di prevenzione abbia funzionato.
«Quello che abbiamo vissuto in questi mesi ci ha insegnato molto» racconta ancora Lombardi. «Anche dopo la guarigione a maggio dell’ultimo ospite – spiegava un mese fa – abbiamo deciso di continuare ad applicare i protocolli di prevenzione adottati nel momento di maggior diffusione dei contagi». L’anziano tornato nei giorni scorsi da villa Donatello era stato uno dei primi ad ammalarsi quando la Rsa di Comeana piombò il 9 marzo nella spirale dei contagi: prima il caso dell’infermiere, poi 8 ospiti (tra loro anche lui, subito allontanato dalla struttura e positivo fino a luglio) e alla fine addirittura 40, quando ad aprile l’Asl, su insistenza del Comune e della proprietà, si era decisa a fare i tamponi a tutti. Sei sono stati i decessi che si sono succeduti in tutti questi mesi: 5 a marzo e l’ultimo all’inizio di giugno, 7 con un’anziana pratese che frequentava la struttura ma non vi dormiva
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