La manifestazione
Tornano a splendere le cantine del Datini
Terminata l’opera di recupero dei locali sotto al palazzo Un’associazione cinese ha contribuito con duemila euro
prato
Palazzo Datini, la casa-museo del famoso mercante di Prato, apre le sue cantine grazie al contributo della Casa Pia dei Ceppi, della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e dell’associazione cinese compagnia artistica Huaxing che ha donato 2mila euro grazie a Yu detto Luigi.
«Non è solo un prezioso documento della storia della città, ma anche uno scrigno di sorprese che, ogni tanto, si affacciano a ricordarci l’importanza architettonica della “fabbrica” che Datini aveva prefigurato dovesse durare almeno mille anni – spiega il presidente Walter Bernardi – Memorabile era stata, come forse non tutti ricordano, la scoperta nel corso dell’Ottocento, in un sottoscala murato e dimenticato da secoli, dell’archivio di documenti cartacei (oltre 250mila) che hanno consentito agli studiosi di riscrivere la storia della mercatura e dell’economia medievale. Ma anche al giorno d’oggi, qualcosa salta sempre fuori, come ha dimostrato recentemente la rivisitazione delle cantine sottostanti la parte museale del Palazzo, che sono state oggetto di un paziente lavoro di recupero e di valorizzazione attraverso un nuovo impianto di illuminazione e di climatizzazione realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e degli amici cinesi. I lavori hanno consentito, tra l’altro, di scoprire un pozzo di raccolta delle acque, una macina in pietra serena e una serie di nicchie che dimostrano con quanta cura il mercante conservasse i tini del prezioso vino rosso di Carmignano con il quale allietava la propria tavola quando arrivavano a Prato ambasciatori, papi o Re di Napoli».
«Poter ridare vita a uno spazio come le cantine di Palazzo Datini è davvero importante – dice l’assessore alla cultura Simone Mangani – e il prossimo appuntamento sarà il 17 agosto quando ci sarà la messa in onore di Francesco Datini in San Francesco per poi ridare vita anche a questo museo che è stato chiuso per il Covid».
Nelle cantine di Palazzo Datini veniva tenuto il vino di Carmignano perché Ser Lapo Mazzei, la via del palazzo è proprio dedicata al notaio, portava il vino di Carmignano all’interno del palazzo perché lo riteneva buonissimo e in una lettera diceva “El vino cotto è comperato, buono e ottimo da Carmignano; perché i saggi di Coiano mi costavano lassù uno fiorino la soma; che ci ha più di XXI miglio. Honne auti i saggi, e paragonati; e quant’io, non v’ho saputo vantaggio nullo. Ho tanto fatto, l’arò lassù la soma per fiorini uno di suggello. Honne tolto XV some. Ordinate si vada per esso, e io dirò dove. È vero, ho fatto a contanti. Potete farlo venire in una volta o in due: accattate o inarrate delle bestie; e tempo non fugge: acconciate la botte. El vino sta meglio con voi che a Carmignano: troppo avete indugiato. Mandate per esso tosto: io penso che rincarerà: e voi sapete chi sono i contadini».
I visitatori a settembre potranno così vedere le cantine e un percorso video molto bello sulle 17 sinopie che raccontano la vita di Francesco e Margherita e che abbellivano la facciata del palazzo, tra gli autori anche il Giotto del Portogallo Alvaro Pirez d’Evora con le stesse che sono state protagoniste al museo d’arte antica a Lisbona. —
vezio trifoni
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