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Rifiuti pericolosi, dormitori e 14 clandestini al lavoro: sospesa l'attività di un'azienda di mascherine
Denunciato il titolare della ditta di Comeana. Il blitz compiuto dai carabinieri forestali con l'ausilio dei militari di Poggio, Ispettorato del lavoro ed Asl
CARMIGNANO. Rifiuti depositati in modo irregolare, locali privi dei requisiti di legge e lavoratori impiegati a nero, di cui 14 senza permesso di soggiorno. Sono le violazioni ricoscontrate dai carabinieri forestali di Prato al titolare cinese di una ditta che produce mascherine nella zona artigianale di Comeana, nel comune di Carmignano. Insieme a loro, ad operare l blitz c'erano anche gli uomini dell'Ispettorato del lavoro e i miitari della stazione di Poggio a Caiano. Il titolare dell'azienda è stato denunciato, gli operai irregolari in Italia segnalati, l'attività della ditta è stata sospesa e per il titolare sono scattate sanzioni complessive per 60.000 euro.
L’obiettivo del controllo era stato individuato in precedenza grazie ad un'altra attività di polizia delegata dall’autorità giudiziaria ai militari Forestali di Prato. Vista la complessità degli accertamenti da eseguire, le attività sono state condotte insieme da militari pratesi in forza al Nucleo investigativo dei carabinieri forestali, al Nucleo ispettorato del lavoro, alla Stazione Carabinieri di Poggio a Caiano (che ha curato le procedure legate alla presenza di clandestini). Ha collaborato all'operazione anche personale tecnico dell’Asl Toscana Centro e dall’Ispettorato territoriale del lavoro, oltre alla presenza di alcuni mediatori culturali di lingia cinese.
Come si diceva, il titolare della ditta è stato deferito all’autorita giudiziaria per aver realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi (rifiuti legnosi, plastici, tessili, mobili, stoviglie, pneumatici, piccoli elettrodomestici, scarichi w.c.) e di rifiuti pericolosi (bombole di gas, batterie auto, neon) nel piazzale d’ingresso del capannone, piazzale che è stato sottoposto a sequestro penale.
Sono stati segnalati all’autorità giudiziaria anchei quattordici operai risultati sprovvisti del permesso di soggiorno e di qualsiasi documento di identità, dunque da ritenersi irregolari sul territorio nazionale. Poiché tutti i lavoratori presenti erano irregolari, l’attività della ditta è stata sospesa. Sempre in materia di diritto del lavoro, sono state inoltre comminate sanzioni amministrative per oltre 60.000 euro.
Oltre al piazzale, è stato sequestrato anche il capannone della ditta, avendovi riscontrato vari illeciti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro come sporcizia dei locali, dormitori abusivi, impianti non a norma. Contestata anche la mancata adozione delle misure di legge volte a contrastare e contenere il contagio da covid-19, per il quale l’azienda non era in possesso del prescritto protocollo e non aveva messo in atto alcuna misura riconducibile ad esso.
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