Gioco
I villeggianti di Montepiano ancora orfani del lago Fiorenzo
Per la terza estate l’invaso della frazione è rimasto senz’acqua. Il Comune è alla ricerca di risorse (oltre 2 milioni di euro) per realizzare il nuovo progetto
PRATO. Quella 2020 è la terza estate senza lago Fiorenzo per Montepiano. L’invaso al centro della frazione di Vernio è infatti “fantasma” dal 10 dicembre 2017, quando le forti piogge provocarono il cedimento di una sponda e il suo svuotamento. Da allora gli abitanti del paese e i tanti villeggianti e turisti che lo animano d’estate non hanno smesso di sperare di rivedere il “loro” lago di nuovo pieno.
«Quella del lago Fiorenzo è una spina nel fianco per la frazione e una nostra priorità» spiega il sindaco di Vernio Giovanni Morganti. Ma in merito al timore che l’assenza del lago avrebbe penalizzato Montepiano dal punto di vista turistico afferma: «I numeri delle presenze degli ultimi 3 anni ci dicono che per quanto riguarda la residenzialità turistica la situazione del lago nulla ha dato e nulla ha tolto: non ha disincentivato chi veniva a Montepiano dal continuare a venirci». Anche senza lago (che era non balneabile) dunque turisti e villeggianti continuano a scegliere la frazione di Vernio per le vacanze (anzi, quella in corso è un’estate “d’oro”, complice la voglia di tranquillità e natura scatenata dalla pandemia).
«Però anche se la sua mancanza non influisce a livello numerico sulle presenze – chiarisce Morganti – i cittadini fanno bene a lamentarsi perché il lago è il nostro biglietto da visita e mantenerlo “in salute” è anche una questione di decoro». La questione, sostiene il sindaco, non sarebbe però di facile soluzione: «Non ci sono soluzioni immediate né realizzabili in due giorni – dice –. Il progetto definitivo ce l’abbiamo (messo a punto dal Consorzio della Bonifica Renana e finanziato con risorse della Regione Toscana, che ha stanziato 60mila euro ndr) ma per realizzarlo servono oltre 2 milioni di euro – 2.181.000 euro, passibili di ribasso in fase di gara di affidamento dei lavori – e non è semplice trovare risorse di questo tipo, anche se stiamo cercando di cogliere tutte le occasioni possibili».
Il sindaco fa sapere che l’amministrazione comunale a questo scopo ha partecipato a due bandi: uno regionale per la prevenzione del dissesto idrogeologico e uno analogo del Ministero dell’Interno. «Mi auguro che ci arrivino risposte positive quanto prima – afferma –. Finora c’è stata una disponibilità bipartisan (sui vari livelli, da quello regionale a quello statale ndr) e la volontà da parte di tutti di cercare di essere costruttivi, senza divisioni politiche – aggiunge –, e questo è positivo».
A rendere complesso il progetto di sistemazione del lago (facendo quindi lievitare i costi), riferisce Morganti, c’è il fatto che la diga che dà origine all’invaso risale agli anni ‘60 e perciò, per aderire agli standard attuali, va demolita e ricostruita e che i fanghi accumulati sul fondale (che va ripulito) sono considerati rifiuti, perciò vanno individuate delle aree ad hoc per smaltirli. In attesa delle risorse per il rifacimento, tra gli obiettivi del Comune c’è anche quello di mantenere l’area circostante il lago il più decorosa possibile: «Non vogliamo lasciarla andare in abbandono» spiega il sindaco.
Anche perché per far tornare il lago non basterà uno schiocco delle dita, ci vorrà tempo. L’intenzione però è che, dopo la lunga assenza, torni più bello e fruibile di prima: il progetto di ripristino comprende anche una spiaggetta, che consentirà la balneazione, e un pontile per la pesca.
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