Il Tirreno

Prato

Il giurista  

L’avvocato del Comune sereno: Non influirà, sono piani diversi

G.P.

Il legale Giuseppe Morbidelli non vede alcuna rilevanza della sentenza della Cassazione rispetto al ricorso  al Consiglio di Stato

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Lucca

Nel 2017 a difendere il Comune di Lucca nel procedimento promosso da Valore dinnanzi al Tribunale amministrativo regionale era stato l’avvocato Giuseppe Morbidelli, insigne giurista esperto di diritto amministrativo. Rispetto alla richiesta di risarcimento da 40 milioni avanzata dalla curatela fallimentare del gruppo immobiliare pratese che faceva capo a Giovanni Valentini, il Tar aveva dato ragione al Comune: “Niente è dovuto”. Il Comune tirò un sospiro, perché quella cifra avrebbe messo in ginocchio l’amministrazione. Ma adesso Valore torna alla carica forte della sentenza di assoluzione della Cassazione.

Morbidelli non pare particolarmente preoccupato dalla novità: «La sentenza della suprema corte non influisce in alcun modo – spiega l’avvocato Morbidelli – Un conto è la responsabilità delle persone e un conto è la disciplina del territorio. Sono profili distinti e distanti. La decisione di non approvare il piano attuativo fu provocata da valutazioni oggettive, ovvero un eccessivo carico urbanistico. In nessun modo quella decisione è stata dettata dall’indagine della procura o da un’eventuale e presunta responsabilità penale della società. Ripeto, sono piani diversi e assai lontani tra loro. Il ricorso al Consiglio di Stato è stato presentato già da alcuni anni e non mi pare che per il momento sia accaduto qualcosa».

Giova ricordare che dall'adozione del piano attuativo di Valore da parte del commissario prefettizio nel 2007, non ne doveva discendere l'approvazione definitiva in maniera automatica. Su questo i giudici del Tar sono stati chiari nella sentenza: «Il piano in questione era stato solamente adottato dall’amministrazione e, dunque, in capo alla ricorrente (cioè a Valore, ndr.) poteva configurarsi solo un “affidamento di fatto” insuscettibile, cioè, di tutela giuridica». In sostanza non poteva esserci alcuna assicurazione, basata su basi di diritto, che il piano sarebbe stato approvato in via definitiva. E questo - proseguono i giudici - indipendentemente dal fatto che le previsioni di edificazione del progetto Valore facessero “saltare” completamente gli indici del piano strutturale. «Pur in presenza di un provvedimento di adozione dello strumento urbanistico attuativo, non v’è obbligo per l’amministrazione di disporne l’approvazione, pure nell’ipotesi di conformità agli atti pianificatori generali essendo l’approvazione medesima sempre espressione di potere discrezionale dell’organo deputato a valutare l’opportunità». Chiaro e cristallino. Ora sarà il Consiglio di Stato a dire l’ultima parola su questa vexata quaestio. —



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