Sicurezza
Il ripetitore per la telefonia dentro il giardino per bambini
Un gruppo di persone ha contestato l’iniziativa dell’amministrazione comunale ma il sindaco Calamai replica: «La procedura è regolare, c’è anche l’ok dell’Arpat»
MONTEMURLO
Un ripetitore per la telefonia cellulare di 46 metri di altezza da piazzare nel pieno di un giardino per bambini, “il piccolo principe” , in piazza della Costituzione. Così ieri mattina, ruspe e camion sono arrivati verso le 8,30 per iniziare i lavori in questa area che tra l’altro è attrezzata anche con i giochi per bambini diversamente abili. La protesta di genitori e residenti è montata in pochi minuti. Già da due giorni la notizia dell’arrivo delle ruspe serpeggiava fra i genitori dei bimbi che spesso vengono nel giardino. Un giardino dal nome cosi evocativo “il piccolo principe” che tutto fa pensare fuorché ad un pilone di circa 50 metri con le celle per la telefonia. Genitori e cittadini sono insorti; una ventina ieri a mettere striscioni sulla recinzione dello spazio pubblico richiamando l’attenzione sui lavori che stavano per iniziare con scritte dirette anche al sindaco come “Fermatevi e ripensateci” o “Il parco è dei bambini No al ripetitore”. Ma gli striscioni sono durati un’oretta circa, finché verso le 9,30 gli agenti della polizia municipale li hanno rimossi. Il gruppo di genitori si è armato anche di carta e penna e ha scritto.
«Si tratta di un unico grande ripetitore di 12 antenne che andrà a sostituire quelle già esistenti che si trovano nella nuova piazza che il comune sta realizzando. Non siamo contrari alla tecnologia ma il sindaco ha preso una decisione senza parlarne con la popolazione. Esistono soluzioni alternative, installare un ripetitore così grande dentro un parco per bambini non è una cosa corretta”. Il giardino pubblico “ il piccolo principe” non è grandissimo, ma ben attrezzato proprio per i giochi dei più piccoli. «Oltre all’elettromagnetismo si toglie anche spazio al giardino, almeno 50 mq in uno spazio già ridotto», hanno detto alcuni dei genitori ieri mattina in piazza della Costituzione. Ma non è solo qui il problema. Molti dei presenti ieri in piazza della Costituzione sono preoccupati del cosiddetto “inquinamento elettromagnetico” provocato dalle antenne. Un problema reale che, in genere, è sottoposto al controllo di un piano, una sorta di piano regolatore, che ogni Comune adotta e varia. Alla base si trova la legge Gasparri del 2002 che indica in una distanza minima di 70 metri il posizionamento di antenne, ripetitori o fonti elettromagnetiche da case, ospedali, scuole. In caso contrario ogni cittadino può ricorrere ad un esposto alle autorità competenti. Si consideri che anche per l’utilizzo del telefono cellulare si consiglia una distanza di 1,5 cm dal corpo. Poi, in mattinata, la notizia è stata pubblicata su Facebook, con il seguito di commenti a non finire.
Ma il sindaco Simone Calamai precisa: «Si tratta dello spostamento delle antenne già presenti nell’area centrale di Montemurlo. Non è un impianto ex novo, ma uno spostamento con tutte le regole di legge e l’autorizzazione dell’Arpat. Il pilone va messo in quel punto per dare copertura di segnale al centro della città». «La volontà di confronto con i cittadini per me è prioritaria, tanto che martedì pomeriggio ero pronto a incontrare i residenti e i condomini del palazzo che si trova vicino al giardino. All’appuntamento che avevo proposto si è presentato, però, solo l’amministratore del condominio e nessuno di chi protestava. Permettetemi di dire, che sono rimasto piuttosto sbalordito», conclude il sindaco di Montemurlo. —
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