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A colpi di Spada dentro la giungla urbana

A colpi di Spada dentro la giungla urbana

Il consigliere di opposizione attacca il progetto dei “boschi verticali”: «Costa 4 milioni, ma per le piante solo 900.000 euro»

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Quattro milioni per fare la “giungla urbana” di Prato, cioè i boschi verticali sulla sede di Estra e alle case popolari di via Turchia (oltre al mercato di Chinatown), ma solo 900mila euro per le piante: il resto in consulenze, manutenzione e progetti. Troppo pochi? Secondo il consigliere comunale Daniele Spada sì, sono effettivamente troppo pochi.

«Il progetto - scrive Spada - consiste nel forestare tre palazzi (anzi due) in città: un complesso di edilizia pubblica in via Turchia, il palazzo di Consiag in via Panziera, e quello che sarà il mercato coperto al Macrolotto Zero (ma qui solo un po’ di piante all’interno). Una sorta di reinterpretazione del bosco verticale di Milano, che, differenza non da poco, è un’opera privata. Il contributo del Comune di Prato alla realizzazione del progetto non è assolutamente simbolico, circa 400.000 a cui si aggiungono i circa 330.000 investiti da Estra, partecipata del Comune, quindi, in buona parte, sempre soldi dei cittadini pratesi».

«Le nostre perplessità - spiega il consigliere di opposizione - nascono da questo ragionamento. Verranno svolti tre interventi di forestazione urbana e soli 900.000 saranno spesi per le piante e la gestione delle stesse. Difatti i restanti verranno investiti in comunicazione, progetti collaterali ecc. come ad esempio i 131mila euro che andranno a Legambiente».

La parcella dell’architetto Stefano Boeri sarà di 164.000 euro. E ben 277.000 andranno al Pnat, il laboratorio di Stefano Mancuso, l’altro “padre” del progetto.

« Ma davvero questo fiume di soldi, avrà una ricaduta economica per la città? - si chiede Spada - Quale sarà il ritorno se non quello di farsi belli con l’ennesimo progetto senza contenuti? Ben diverso se una bella idea come questa avesse visto un progetto che, tolti i lauti compensi per i professionisti coinvolti, avesse destinato tutti quei soldi a dare contributi anche ai privati che avessero voluto rendere verdi i loro edifici, industriali, commerciali o residenziali che fossero. Allora sì che avremmo potuto avere una giungla urbana, non ora come pretenziosamente il Comune chiama il progetto di mettere le piante su due edifici (il terzo, il mercato, le avrà solo all’interno: incredibile novità azalee, felci o ficus, dentro un edificio)».

«Siamo sicuri di essere di fronte ad un investimento o forse è l’ennesimo spreco di denaro pubblico? - attacca Spada - I tempi in cui viviamo impongono serie riflessioni su ogni singola spesa. Pochi giorni fa dalla maggioranza di centrosinistra è stata confermata l’aliquota Imu ai massimi previsti dalla legge. Dopo aver visto le cifre spese per il progetto Urban Jungle, viene solo da pensare che la Giunta Biffoni continua a vivere ad una grande distanza rispetto alle esigenze dei cittadini pratesi». —

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