Il dolore
Richiedenti asilo sfruttati dai "caporali" nel volantinaggio: sette arresti
I carabinieri hanno eseguito 11 misure cautelari e hanno sequestrato beni per mezzo milione a persone fisiche e a due società con sede a Prato e Massa
PRATO. Undici misure cautelari personali - sei in carcere, una ai domiciliari, quattro obblighi di dimora - emesse dal giudice per le indagini preliminari di Firenze sono in corso di esecuzione stamani, 16 luglio, da parte dei carabinieri del comando per la tutela del lavoro e dei comandi provinciali di Firenze, Prato e Pistoia nei confronti di soggetti indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Sequestrati beni mobili e immobili, sia di persone fisiche sia di società coinvolte nell'inchiesta per un totale di circa 500.000 euro.
L'inchiesta ha per oggetto l'attività di volantinaggio e si è concentrata su due società del settore con sede a Prato e Massa, a cui sono stati sequestrati sette furgoni.
Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, circa 80 stranieri richiedenti asilo sarebbero stati reclutati nei centri di accoglienza di Scandicci, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e mandati a distribuire volantini in giro per la Toscana con paghe giornaliere di non più di 30 euro, parte dei quali poi venivano trattenuti dai caporali, che controllavano gli spostamenti degli addetti al volantinaggio con dispositivi elettronici.
Fra i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare c'è un ospite del Centro di accoglienza speciale di Campi Bisenzio, uno ospite della Caritas di Sesto Fiorentino. Altri due sono stati ospiti dei centri Sprar di Campi Bisenzio e Scandicci. Proprio da Scandicci è partita l'inchiesta, dalle anomalie nella richiesta di protezione internazionale di un ospite del centro. Quasi tutti gli ottanta stranieri utilizzati per il volantinaggio sono di origine africana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
