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Un indagato parla e il pm accelera e chiude l’inchiesta

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Uno dei dieci arrestati nell’inchiesta “Cemento nero” sul caporalato nell’edilizia ha iniziato a collaborare e ha fatto fare un passo avanti alle indagini chiedendo il patteggiamento per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro.

Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, per la prima volta, punta a estendere la responsabilità penale anche alle aziende, la Eurocostruzioni 75 di Vincenzo Marchio, uno degli arrestati, e la Novaedil dei fratelli egiziani Sabri e Said Ahmed Eid, uno ancora latitante.

L’inchiesta che ha portato a 10 arresti e due denunce (oltre alla posizione del latitante) è stata condotta dalle squadre mobili della polizia di Firenze e Prato, che hanno raccolto elementi sullo sfruttamento dei lavoratori in gran parte stranieri e sulle condizioni di lavoro con turni massacranti. Il sostituto Gestri ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini a tutti gli indagati.

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