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Street food tra successo e polemiche

fabrizia prota
Street food tra successo e polemiche

L’evento del fine settimana ha attirato tanta gente, ma l’opposizione accusa: «Sono stati esclusi i ristoratori locali»

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«Perché gli stand sono venuti tutti da fuori? Tra i nostri ristoratori, commercianti, agriturismo, non c’era nessuno in grado di offrire dello street food?». È la critica mossa da Francesca Storai, capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale, nei confronti della manifestazione “Vernio Market Food”, tenutasi lo scorso fine settimana nel Comune della Valbisenio. Venerdì, sabato e domenica il Comitato Vivere Vernio, che riunisce diversi commercianti della zona, come promotore dell’evento (realizzato da un’organizzazione esterna) ha portato in piazza 1° Maggio 10 stand di esperti in cibo da strada, che hanno proposto specialità regionali e internazionali. Un successo di pubblico, che ha riportato le persone a vivere le strade di Vernio per una delle prime volte dopo il lockdown, ma che, secondo l’opinione della consigliera d’opposizione, avrebbe potuto favorire maggiormente gli esercenti locali.

«L’idea è ottima e io sono a favore di iniziative come questa – chiarisce Storai – perciò ben vengano. Però se fossero stati interpellati prima di tutti i nostri operatori sarebbe stato di maggior vantaggio per la nostra comunità – spiega – Alcuni ristoratori locali si sono rivolti a me per evidenziare questa criticità e mi è sembrato giusto dar loro voce. Rimane la lode per l’iniziativa, ma perché non sentire prima loro? Privilegiarli in questo momento difficile credo fosse importante».

Alla critica risponde Francesca Busà Ficini, presidente del Comitato Vivere Vernio. «La manifestazione è il frutto di un progetto nato l’anno scorso, che prevedeva un evento molto più grande, con più iniziative e più spazi, che coinvolgeva anche i ristoratori locali – spiega – Poi c’è stato il Covid e ci ha rovinato tutto. Mancavano sia il tempo che gli spazi per ripensare tutto in funzione dei ristoratori del posto, così abbiamo fatto quello che si poteva». Da lì il market food, a cura dell’organizzazione esterna. «L’obiettivo di far vivere il paese comunque l’abbiamo raggiunto – afferma Busà Ficini – Nel Comitato ci sono anche alcuni ristoratori e sono stati contenti dell’iniziativa. Anche perché chi è venuto per il market magari, dati i posti contingentati, si è fermato nei locali di Vernio e gli operatori hanno dormito sul territorio e mangiato nei nostri ristoranti. È un’iniziativa che ha giovato un po’ a tutti. Poi se abbiamo peccato di scarsa informazione nei confronti di qualcuno ci scusiamo (lo abbiamo già fatto), ma tutto quello che facciamo è sempre in buona fede e per il bene del paese».

E dato che sbagliando si impara (ammesso che qualcuno abbia sbagliato) la presidente fa sapere che il Comitato si è già chiarito con i ristoratori “contrariati” e che, anzi, dall’episodio si è aperta l’opportunità di collaborare per organizzare iniziative simili. —

fabrizia prota

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