Il Tirreno

Prato

Riapertura delle scuole a settembre: avanti, c'è posto

di Paolo Nencioni
Una manifestazione degli studenti del Cicognini in piazza Santa Maria delle Carceri (foto Batavia)
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Una manifestazione degli studenti del Cicognini in piazza Santa Maria delle Carceri (foto Batavia)

Fugati i timori per gli spazi insufficienti. Per il presidente della Provincia Puggelli i veri problemi da risolvere sono legati ai trasporti e al protocollo sanitario da rispettare

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PRATO. Si pensava che non ci sarebbero entrati e invece ci entreranno. Stiamo parlando degli oltre 35.000 alunni che a settembre, finalmente, torneranno in una scuola che non vedono più dallo scorso 5 marzo a causa dell’epidemia di coronavirus. Parola di Francesco Puggelli, il presidente della Provincia che fa parte della cabina di regia regionale e ha costituito un gruppo di lavoro provinciale per gestire la difficile fase della ripartenza.

«Ad oggi il posto c’è - assicura Puggelli - anche perché abbiamo trovato 40 aule in più». Ma il motivo potrebbe essere anche un altro, sorprendente. «In base alle ultime linee guida del Comitato tecnico-scientifico - spiega il presidente della Provincia - la distanza tra gli alunni sarà di un metro, da testa a testa. Vale a dire, secondo i nostri calcoli, inferiore a quella richiesta l’anno scorso, quando l’epidemia ancora non c’era». Basta fare due conti in base alle superfici dichiarate. In provincia di Prato sono disponibili 66.496 metri quadri di aule per 35.368 alunni: significa 1,88 metri quadri a testa.

Tutto risolto, dunque? Non proprio. «Ci sarà da fare molta attenzione ai protocolli sanitari - raccomanda Puggelli - e bisognerà essere rigorosi. Di fatto abbiamo perso cinque mesi facendo solo discorsi e non facendo le due scelte coraggiose che andavano fatte: ampliare l’organico degli insegnanti per arrivare a classi di 20 e rendere obbligatorio l’uso delle mascherine». Nessuno parla più di plexiglass, ma alla ripresa delle lezioni ci saranno gli ingressi scaglionati. «Una cosa che cambierà da istituto a istituto e da ciclo a ciclo - dice Puggelli - ma orientativamente un gruppo ogni ora per le superiori, ogni quarto d’ora per i più piccoli. I ragazzi staranno in classe col distanziamento previsto e indosseranno le mascherine quando dovranno alzarsi».

Un altro problema da non sottovalutare è quello del trasporto scolastico che dovrà adeguarsi alle nuove esigenze. Dunque più corse e in orari diversi. Facile a dirsi, più difficile a farsi, viste anche le incertezze sul nuovo gestore del trasporto pubblico locale.

Intanto prosegue il monitoraggio dei plessi, d’accordo coi presidi (nel gruppo di lavoro provinciale sono stati inseriti Stefano Pollini e Mario Di Carlo), un monitoraggio che sarà aggiornato con le linee guida entro il 16 luglio. E mentre il Liceo Brunelleschi cerca nuovi terreni a Montemurlo, è iniziata la progettazione di due nuovi edifici scolastici, uno nel polo di via di Reggiana, l’altro in quello di via Galcianese, per un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro. Siamo alle battute iniziali e non è stato ancora indicato da quali scuole saranno utilizzati i nuovi spazi (anche per non suscitare prevedibili “gelosie”), ma i due plessi potrebbero essere pronti anche prima di due anni, cambiando radicalmente l’assetto dell’edilizia scolastica in provincia di Prato.

Il sindaco Biffoni: "Si riparte di sicuro". "A settembre si deve ripartire" a scuola e "non c'è discussione. La sfida non è se ripartire, ma come. Noi siamo pronti, ma dateci gli strumenti e le risorse per fare gli interventi. Capisco i poteri commissariali che sono arrivati a noi sindaci, cosa che ci ha fatto molto piacere per gli interventi scolastici, ma diteci cosa fare e come altrimenti rischiamo di rimanere commissari di noi stessi". Lo ha detto il sindaco di Prato Matteo Biffoni, intervenuto in un 'webinar' di Anci Toscana 'Dire e fare'. "Siamo concentrati sul futuro - ha ribadito - e su quello che ci aspetta nelle prossime settimane senza negare che, come amministratori, siamo un pochino preoccupati dal fatto che le linee guida che stanno arrivando non ci hanno restituito un sonno tranquillo. Ci sono molti interventi che ci vengono chiesti, stiamo facendo un lavoro per provare ad adeguarsi a quelle che paiono essere le linee guida". Si parla di "riconfigurazione delle aule e del distanziamento dei ragazzi ma anche di servizi, mensa, tutta la parte di socialità che sussiste nella scuola".

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