Sicurezza
La visita di Giorgia Meloni è un flashmob per la Cap: "Gara da annullare"
Tutta incentrata sulla vicenda del trasporto regionale la visita della leader di Fdi. Con lei la candidata a governatore toscano Susanna Ceccardi. Gianni Cenni correrà a fianco a lei alle Regionali, il consigliere Tommaso Cocci abbandona Spada e si schiera con Fdi
PRATO. Dai Giorgia che Prato ti vuole bene». Picchia il solleone in piazza Duomo ma al passaggio della numero uno di Fratelli d’Italia l’anziana signora che grida sembra portare tutta la pazienza di questo mondo. In ritardo sulla tabella di marcia di un’ora, Giorgia Meloni si ritrova nello stesso posto di 14 mesi fa: la sede di Cap, la cooperativa autotrasporti pratese che fa parte del consorzio Mobit escluso dalla maxigara per il trasporto pubblico regionale.
Stesso posto, stessi attori, stessi problemi. Anzi, peggio. Alla guerra legale fra consorzio Mobit e la Regione Toscana s’è aggiunta l’inchiesta aperta di recente dalla Procura di Firenze per turbativa d’asta. La campagna elettorale di Fratelli d’Italia per le regionale riparte da qui. Giorgia Meloni ha al suo fianco il parlamentare Giovanni Donzelli, il senatore Patrizio La Pietra, ma soprattutto la sfidante di Eugenio Giani, l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi fresca di ritorno da Bruxelles. Brucia l’affidamento ai francesi di Ratp: in ballo ci sono i posti di lavoro, soltanto 485 quelli di Cap.
E poi i timori per la qualità del servizio. «Bus esportato, cittadino fregato». È chiaro il messaggio affidato allo striscione srotolato ai piedi del quartier generale di Cap in piazza Duomo. Meloni non fa tanti giri di parole. «Se fossero state fatte delle forzature per appaltare il servizio a una società straniera, sarebbe tradimento rispetto a un interesse nazionale. Questa gara va sospesa se non addirittura annullata. È un errore ed è un peccato affidare competenze così delicate come quelle del trasporto pubblico a una società straniera».
Alla fine del flashmob con Ceccardi e i suoi, Meloni sale al primo piano. Lo scambio di battute con Giuseppe Gori e Federico Toscano di Cap dura giusto mezz’ora. La scena è tutta della leader di Fratelli d’Italia ma in quel lasso di tempo anche Ceccardi, in corsa per la presidenza, affila le unghie. L’ex sindaca di Cascina rivendica l’eccellenza delle aziende di casa nostra.
«Devono essere in grado di competere ma non vogliamo in alcun modo intralciare il lavoro della magistratura. Credo che la gara sia da rifare suddividendo gli ambiti». Alla fine del tour di Meloni tra Firenze e Prato fioccano applausi e selfie in mascherina: la leader di Fratelli d’Italia non li nega a nessuno. Da Roma giunge la notizia della proroga dello stato d’emergenza fino alla fine dell’anno.
«Non ho gli elementi, ma ad oggi non mi pare che ci siano i presupposti per avere un prolungamento dello stato d’emergenza – sottolinea Meloni – Questo è uno strumento del quale il governo dispone per fare un po’quello che vuole, accelerando dei passaggi che altrimenti avrebbero bisogno di maggiori mesi e contrappesi». Tanti indossano mascherine con il tricolore: il popolo del partito di Giorgia Meloni è riunito qua. Così la campagna per le regionali toscane è entrata nel vivo. A rappresentare Prato nelle file di Fratelli d’Italia sarà l’avvocato Gianni Cenni, l’ex assessore all’urbanistica della giunta Cenni: con lui correrà in ticket Marilena Garnier, consigliera comunale eletta con la sua lista di cui è capogruppo, passata da poco a Fratelli d’Italia.
Cocci passa a Fratelli d'Italia. l cambio di casacca è stato ufficializzato direttamente dalla leader nazionale Giorgia Meloni, prima di varcare la soglia di Cap in piazza Duomo. Il 29enne Tommaso Cocci lascia la lista civica Spada per approdare sui banchi di Fratelli d’Italia, che prende così un consigliere in più (l’altro è il capogruppo Claudio Belgiorno). «La decisione era nell’aria da qualche mese – fa sapere Cocci – Il rapporto di fiducia con Daniele (Spada, ndr) ha solamente contribuito a rallentarla. A Fratelli d’Italia mi lega l’impianto di un grande partito conservatore nel quale voglio poter dare il mio contributo». «Sia la vicenda di Cap che la gestione dell’emergenza nazionale da parte dell’attuale governo hanno accelerato le mie scelte», ha concluso il consigliere Cocci.
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