Il Tirreno

Prato

ripartenza difficile

Spazio ai locali: è quasi flop, pochi tavolini in centro

Maria Lardara
Aperitivo a Le Barrique, il locale di corso Mazzoni che si è allargato con i tavolini in piazza del Duomo
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Aperitivo a Le Barrique, il locale di corso Mazzoni che si è allargato con i tavolini in piazza del Duomo

Sono meno del previsto gli esercizi che hanno sfruttato la pedonalizzazione. Male i locali anche a pranzo: "Lo smart working uccide il commercio". Sosta selvaggia: 40 multe a sera

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PRATO. Alla fine la montagna ha partorito un topolino. È passato un mese da quando il Comune ha dato gratuitamente ai locali la possibilità di sfruttare più spazio per i tavolini, un modo per ridare ossigeno dopo lo stop forzato durante la pandemia. Ma si contano sul palmo della mano gli esercizi che hanno sfruttato l’opportunità delle piazze del centro storico. All’ombra della Cattedrale s’è fatta avanti solo Le Barrique di corso Mazzoni che, nella fascia serale, ha aggiunto 16 tavolini in più sul lato della clinica Dentix. Snobbata piazza del Comune mentre piazza del Pesce è diventata una location esclusiva per mangiare sotto le stelle sui tavoli di “Bottega sicula” e “Galleria 33”.

SORPRESA NUOVO MONDO

L’ultima ordinanza per regolamentare l’installazione di strutture di ristoro all’aperto è del 2 luglio. Riguarda via Garibaldi, lato ex negozio Panci: è lì che da giovedì alla domenica la pluripremiata pasticceria “Nuovo Mondo” si trasferisce al calar del sole. Otto tavolini per l’aperitivo dove Paolo e Andrea Sacchetti fanno assaggiare le loro creazioni dolci e salate. E via Settesoldi? Non pervenuta, per il momento. «I locali hanno mostrato interesse per un’occupazione condivisa di suolo pubblico, nell’ottica di organizzare un’accoglienza che vada a sgonfiare la pressione sulla strada – ribadisce l’assessora alle attività produttive Benedetta Squittieri – Non siamo però arrivati al punto da ricevere domande». Di certo l’aumento di suolo pubblico, per quanto gratuito, non è a costo zero. «Per allestire l’angolo in piazza Duomo ho assunto due persone», osserva Simona Marinai delle Barrique, vicepresidente della Fipe Confcommercio di Prato. In tutto sono una quarantina gli esercenti che, in un primo momento, hanno fatto domanda di aumentare gli spazi dei tavolini all’aperto fuori e dentro le mura.

PIÚ SMART WORKING, MENO PRANZI

Metà settimana in presenza, metà settimana da casa. Gli uffici comunali non hanno ripreso a pieno ritmo ed è probabile che sfruttino l’occasione dello smart working al 50% prorogato fino a fine anno come previsto dal decreto Rilancio. «Un duro colpo per le attività del food che hanno perso una bella fetta di clientela a pranzo», fanno notare Tiziano Tempestini (Confcommercio Prato e Pistoia) e Ascanio Marradi (Confesercenti). Perdite del 30%, senza contare che il periodo post-Covid ha azzerato il flusso dei turisti potenziali clienti di bar e ristoranti.

40 MULTE A SERA

Le vecchie abitudini sono dure a morire se, evidentemente, il popolo della movida non ha capito che non si può sostare nell’area pedonale istituita fino al 30 settembre. «Eleviamo mediamente 40 verbali ai veicoli lasciati in sosta senza titolo nei posti riservati ai non residenti, nelle sere dal giovedì alla domenica – racconta l’assessora alla mobilità Flora Leoni – E il numero si è abbassato rispetto alle prime settimane di pedonalizzazione». La cartellonistica dell’Apu è chiara a tal proposito. La campagna #ioescoilcentro potrebbe essere l’occasione per evidenziare maggiormente l’opzione dei parcheggi dentro le mura riservati ai residenti con accorgimenti grafici per scoraggiare la sosta abusiva. Un esempio ? Lo slogan “Io qui non posso parcheggiare”.

UN NEGOZIO SU 6 NON HA RIAPERTO

Va meglio per i negozi del centro storico, va peggio per quelli di periferia. Secondo il monitoraggio di Confcommercio Prato e Pistoia è un commercio a due velocità quello che sta cercando di reagire nella fase di ricostruzione post-Covid. In particolare, il 15% delle attività non ha riaperto i battenti dopo i due mesi di chiusura forzata imposta dall’emergenza sanitaria. Soffrono i pubblici esercizi, negozi di abbigliamento e scarpe. Poi ci sono le botteghe alimentari, che hanno garantito un servizio straordinario ai cittadini in piena emergenza coronavirus. «Per questo – spiega l’assessora Benedetta Squittieri - la nostra è una visione complessiva di centro storico che si accompagna a una frequentazione vissuta nell’arco dell'intera giornata e non solo la sera».

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