Il Tirreno

Prato

Gli orfani di Milano Unica ci riprovano, ma c’è la grana delle assicurazioni

di Maria Lardara
I fratelli Luigi, Elena ed Enrico Banci (Pontetorto)
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I fratelli Luigi, Elena ed Enrico Banci (Pontetorto)

Garanzie cancellate da molte compagnie a causa dell’emergenza Covid: "Così rischiamo di perdere ordini importanti". Sono 22 i lanifici pratesi che presentano la loro produzione nella mini-fiera in Zona Tortona

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PRATO. È la loro prima uscita ufficiale post-Covid per le collezioni dell’inverno 2021-2022, quelle che in questi giorni avrebbero dovuto sfoggiare sugli stand di Milano Unica rimandata al 7 settembre. La destinazione è sempre Milano, la vetrina in formato ridotto è quella di una piccola fiera esclusiva organizzata dagli agenti dello studio Penta in zona Tortona. È qui che da ieri e fino a domani si ritroveranno insieme dopo tanto tempo 22 lanifici pratesi, reduci dalla coda degli ordini pre-Covid e dall’impegno sulle nuove collezioni in un momento molto incerto.

Dietro le quinte dell’evento “Link 20” riecheggiano i timori di un distretto vocato all’export che risente dell’immobilismo del mercato americano e orientale. L’ultima batosta sono le garanzie cancellate da molte compagnie di assicurazioni dei crediti, mettendo a repentaglio la copertura degli ordini per le aziende d’abbigliamento ritenute a maggior rischio di insolvenza. L’assicurazione diventa così sempre più rischiosa per i produttori pratesi. In sostanza, il pericolo è che un lanificio aumenti la crisi di liquidità nel momento in cui non trova copertura per un ordine di tessuto che ha in consegna.

«Questo significa assumersi una grande responsabilità e correre rischi qualora il cliente non dovesse pagare», sottolinea Luigi Banci della Pontetorto. Anche il lanificio di Montemurlo è presente alla tre giorni milanese con la sua linea sportiva. Che sia una situazione potenzialmente esplosiva lo ammette Giovanni Gramigni, vice presidente del consorzio Pratotrade. «Per il momento gli ordini sono ridotti ai minimi termini», sottolinea il numero uno del lanificio Bisentino. Nell’azienda di Comeana il virus non ha fermato la voglia di innovazione che si è tradotta nell’assunzione di un nuovo team di tecnici. Ecco perché la mini vetrina milanese segna il debutto della nuova divisione di tessuti tecnici in casa Bisentino, dove si rinnova la tradizione del capospalla classico prediligendo finissaggi particolari su tessuti di lana spalmati o accoppiati. La collezione “BI TT” è una new entry ad alto tasso di innovazione: i tessuti sono dotati di una membrana interna che rende possibile un effetto “antivento” del cappotto per proteggersi d’inverno. «È un progetto iniziato un anno fa - fa sapere Gramigni - che ha comportato grandi sforzi d'investimento».

Anche la Dinamo ha risposto all’appello di “Link 20”. L’imprenditore Sandro Ciardi, fresco di elezione nel consiglio generale di Confindustria Toscana Nord, vede l’appuntamento delle nuove collezioni scandito da tempi più diluiti. «I clienti non scalpitano per i campionari - sottolinea Ciardi - Ora più che mai bisogna che le collezioni abbiano una marcia in più di innovazione». Anche per Ciardi squilla un campanello d’allarme sull'assicurazione dei crediti. «Può diventare un problema se arriva un ordine: si rischia di perderlo». E gli ordini in questo periodo fanno tanta gola.

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