Il Tirreno

Prato

Classe smembrata in quattro: i genitori si oppongono

L'ingresso del Liceo scientifico Copernico
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L'ingresso del Liceo scientifico Copernico

Protesta al Liceo scientifico Copernico: hanno scritto anche al presidente della Repubblica

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PRATO. I genitori degli studenti che hanno frequentato la terza Cs del Liceo Scientifico Copernico hanno scritto un po' a tutti, dal presidente della Repubblica fino al preside della scuola, per protestare contro il previsto smembramento della classe in altre quattro classi più numerose. Sono stati avvertiti della novità lo scorso 4 luglio e non ci stanno.

"Come genitori - si legge nella lettera - scriviamo per opporci all'accorpamento dell'attuale III Cs le cui ragioni sono le seguenti: l'emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del virus Covid 19 ha costretto tutti gli studenti a prove psicologiche forti con conseguenze che si ripercuoteranno anche nell'anno scolastico 2020-2021. A ciò si aggiunge l'ulteriore penalizzazione per gli studenti dell'attuale III Cs di essere smembrati e inoltre privati della continuità didattica solitamente garantita nel triennio liceale, in un momento molto delicato del loro percorso formativo; la scelta dell'accorpamento delle classi, anche se in linea con la normativa di riferimento (DPR n. 81 del 20/3/2009 art. 16 e17) appare del tutto inadeguata al periodo di emergenza sanitaria che stiamo attraversando e in piena contraddizione con tutto ciò che quotidianamente viene richiesto anche ai singoli cittadini. Infatti, se già il D.M. 18/12/1975, che detta le norme sugli spazi delle scuole, si prevede che per i Licei debbano essere garantiti 1,96 mq ad alunno (Tabella 8), anche la Conferenza delle Regioni e Provine autonome si è espressa in data 11/06/2020 affermando la prevalenza del diritto alla salute sull'applicazione di una norma formale che in situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo diventa non solo contraria ai principi fondamentali del nostro ordinamento, ma attaccabile sul fronte della sicurezza; le stesse continue dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca contro le 'classi pollaio' e a favore di massicci investimenti nella scuola, dall'assunzione del personale docente all'edilizia scolastica, sembrano contraddire la decisione dell'Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale mostrando come i continui tagli di spesa alla Scuola cozzino con le esigenze e i diritti della formazione e con il diritto alla sicuraza e alla salute. Riteniamo pertanto che mantenere l'attuale classe III Cs integra e farla diventare IV Cs sia una misura indispensabile a garantire anzitutto il diritto alla salute dei nostri figli, attraverso il rispetto delle indicazioni di distanziamento sociale e delle prescrizioni di natura igienico sanitaria ma anche una corretta ripresa delle attività didattiche in termini di efficacia formativa. Per le motivazioni espresse sopra chiediamo di andare in deroga sul numero minimo degli alunni necessari per la formazione delle classi quarte confermando la classe IV Cs per il prossimo anno scolastico".

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