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operazione “vuoti a rendere” 

Falso Chianti, due coniugi procuravano le bottiglie

Falso Chianti, due coniugi procuravano le bottiglie

Undici indagati nell’inchiesta della Procura di Brescia sul vino venduto online Nei guai una coppia pratese. Truffati clienti in Belgio, Spagna e Stati Uniti

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Prendevano bottiglie di vini pregiati e le riempivano di vino scadente. Poi le mettevano in vendita su eBay a prezzi concorrenziali e lucravano sull’ingenuità del compratore. Un giochino facile facile, che però è stato scoperto dai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazione e ha portato a 11 denunce.

Una parte importante, nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Brescia Erica Battaglia, che ieri ha fatto scattare nove perquisizioni in tutta Italia, l’ha avuta una coppia di coniugi residenti in provincia di Prato. Lui è un commerciante attivo nel settore alimentare: insieme alla moglie è accusato di aver procurato ai complici migliaia di bottiglie (vuote) di case vinicole molto conosciute sul mercato. Le bottiglie venivano spedite a Brescia, dove in una cantina abusiva venivano riempite con vino acquistato on line o nei supermercati, di qualità notevolmente inferiore.

Nella cantina in provincia di Brescia i carabinieri del Nas hanno trovato una grande quantità di bottiglie di vino piene e sigillate, di vari marchi di pregio, sia nazionali che esteri, contraffatte e pronte per la commercializzazione; un ingente quantitativo di elementi di packaging utilizzati per la frode, costituito da scatole portabottiglie in legno con impressi i segni distintivi di famose case vitivinicole, bottiglie vuote con etichette di vini pregiati, tappatrice, rotoli di capsule di vario colore, carta da imballaggio a marchio, tappi in sughero ed in materiale sintetico, gabbiette da spumante e confezioni di vino rosso in formato bag in box.

Al riconoscimento della contraffazione hanno collaborato rappresentanti di sedici aziende costituenti il gotha della produzione vitivinicola italiana.

Le indagini sulla commercializzazione dei falsi, svolte in collaborazione col portale eBay, hanno quindi permesso di individuare l’esistenza di un vero e proprio “mercato parallelo” nel quale operano soggetti non professionisti, legati tra loro e capaci di smistare vini di provenienza anche illecita senza fornire la minima garanzia di tracciabilità e autenticità, vini che in parte si contesta siano stati reintrodotti nei normali canali commerciali al dettaglio (enoteche) o somministrati in esercizi di ristorazione.

Gli indagati, 11 in totale, compresa la coppia di coniugi pratesi, non hanno lasciato nulla al caso: avevano attivato decine di account si eBay, che usavano non solo per mettere in vendita il vino taroccato, ma anche per produrre false recensioni positive e attirare i clienti.

L’indagine è iniziata nell’ottobre 2018 in seguito ad alcune segnalazioni di clienti in Italia e in Belgio che evidentemente si sono accorti che non stavano bevendo esattamente un Chianti. Ma le bottiglie sono state spedite anche in Spagna, Germania, Francia e Stati Uniti. Alcune “magnum” sono state vendute anche a più di 1.000 euro per bottiglia.

Nel corso delle perquisizioni eseguite ieri dai carabinieri è stato sequestrato altro materiale interessante, ma non nell’abitazione dei due coniugi pratesi. Si ritiene che il commerciante del settore alimentare si procurasse le bottiglie nei ristoranti, ma su questo ci sono ancora accertamenti in corso. —

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