Il Tirreno

Prato

la manifestazione 

Con le scuole chiuse ci rimettono le mamme La protesta in piazza

m.l.

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«Si scrive Dad, si legge Mom». Il cartello di una mamma accorsa ieri pomeriggio in piazza delle Carceri per manifestare a sostegno della scuola è la sintesi perfetta di come le madri si siano barcamenate negli ultimi mesi per tenere insieme lavoro e istruzione. Genitori, insegnanti, nonni, bambini, amministratori, presidi, si sono dati appuntamento ai piedi del Castello dell’Imperatore. Perché se c’è una piazza che mette d’accordo tutti è quella che ha dato voce al movimento nazionale “Priorità alla scuola”, declinato in salsa pratese con una miriade di striscioni colorati. «La scuola è laboratorio di vita a distanza zero», ha urlato Veronica Scopelliti, dirigente di nido e materna paritaria. Ci sono le mamme Silvia Giagnoni e Laura Saccardi, organizzatrici della manifestazione. Risuona la rabbia di una mamma, Cinzia Bartolozzi. «Perché non si riesce a far ripartire le scuole? Forse perché non fanno Pil? ». Al grido della piazza si uniscono i dirigenti scolastici investiti da una pioggia di responsabilità alla luce delle linee guida del Miur non ancora definitive. «Il tema della riduzione degli orari è delicato – fa notare Mariagrazia Ciambellotti, preside del liceo Livi-Brunelleschi – A che titolo si può decidere di togliere delle materie?». Con lei Angelina Dibuono, preside del Marco Polo. Le aule delle scuole pratesi sono abbastanza grandi, ma preoccupa l’aumento delle iscrizioni alle prime classi di materna e medie. «Entro il 10 luglio termineremo i sopralluoghi nelle scuole – fa sapere l’assessora Ilaria Santi – Stiamo aspettando i 700mila euro stanziati dal governo per interventi di edilizia “leggera”». — m.l.

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