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Si spaccia per un altro mostrando documenti e una foto simile a lui

Si spaccia per un altro mostrando documenti e una foto simile a lui

Durante un controllo in un negozio di parrucchiere la Polizia municipale denuncia un giovane cinese irregolare per sostituzione di persona. Multato il titolare per la presenza di 144 flaconi di prodotti per capelli con etichettatura non conforme

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PRATO. Pensava di farsi passare per un altro mostrando diplomi e attestati di parrucchiere ma l’inganno non è riuscito: la Polizia municipale ha capito che non era lui il titolare del negozio, anche se nalla foto mostrata gli somigliava. Il controllo è avvenuto in un negozio di acconciatore nella zona di via Traversa del Crocifisso. Gli agenti hanno chiesto ai dipendenti chi fosse tra loro il responsabile tecnico, titolare dei requisiti professionali dichiarati in Scia. Un giovane orientale si è qualificato come tale, mostrando l'attestato regionale di qualifica professionale e i documenti di soggiorno e d'identità.

I documenti sono risultati genuini ma gli agenti, insospettiti da piccole differenze somatiche tra la foto riportata sui documenti e la persona davanti a loro, hanno fatto qualche domanda di verifica ricevendo risposte lacunose e contraddittorie. Avendo forti dubbi sull'identità fornita, gli agenti della polizia commerciale hanno accompagnato il sedicente tecnico al comando di piazza dei Macelli per l’identificazione con fotosegnalamento.

Dalle impronte è emerso che il giovane non era l'intestatario dei documenti, anzi risultava clandestino sul territorio nazionale. I documenti forniti sono stati sottoposti a sequestro penale e l’uomo è stato denunciato per i reati di sostituzione di persona e false attestazioni sulla propria identità, oltre al reato di permanenza irregolare sul territorio nazionale ed è stato messo a disposizione dell'ufficio immigrazione della Questura per gli adempimenti amministrativi di competenza.

Inoltre gli agenti hanno accertato la presenza nel negozio di prodotti per capelli irregolarmente etichettati, tanto da rendere impossibile risalire ai dati di produzione, provenienza e composizione chimica, per un totale di 144 pezzi fra flaconi e tubetti. Il titolare dell’attività, un cittadino cinese di circa trent’anni, non presente al momento dell’accesso, è stato pertanto sanzionato amministrativamente per un totale di 1.500 euro sia in relazione all’assenza del responsabile tecnico designato durante lo svolgimento dell'attività di acconciatore, sia per l’uso di prodotti con etichettature non conformi.

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