Il Tirreno

Prato

Tre indagati per la morte dell'operaio caduto dal tetto

Il sopralluogo della polizia nel capannone dove è morto l'operaio albanese (foto Batavia)
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Il sopralluogo della polizia nel capannone dove è morto l'operaio albanese (foto Batavia)

Sono i due proprietari italiani del capannone di via Goito e il titolare albanese della ditta di costruzioni

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PRATO. Ci sono tre indagati per la morte di Imer Koltraka, l'operaio albanese di 56 anni deceduto lunedì 22 giugno in seguito alla caduta dal tetto di un'officina in via Goito, una traversa di via Filzi. Il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, titolare delle indagini, ha iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di omicidio colposo per la violazione di alcune norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i due proprietari italiani dello stabile e il titolare della società di costruzioni, albanese come la vittima, a cui erano stati commissionati i lavori sul tetto.

Imer Koltraka, secondo quanto ricostruito dai tecnici del Dipartimento di prevenzione, aveva sfondato un lucernario ed era caduto al suolo facendo un volo di diversi metri. Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l'operaio, formalmente un artigiano a partita Iva ma di fatto dipendente dell'impresa di costruzioni come capita spesso nel settore edile, sia salito su una parte del tetto che non doveva essere interessata dai lavori. Ipotesi tutta da verificare. Oggi il sostituto procuratore Boscagli darà l'incarico per l'esecuzione dell'autopsia sulla salma della vittima, alla quale potranno partecipare anche i consulenti tecnici dei tre indagati.

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