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Tre donne incinte positive al coronavirus Il prefetto: vietato abbassare la guardia
Ci sarebbero anche altri quattro nuovi casi, ma alla direttrice dell’ospedale risulta un solo ricovero, smentito dall’Asl
prato
Arrivano notizie preoccupanti sul fronte della lotta all’epidemia di coronavirus. Dopo molti giorni di relativa tranquillità, con pochissimi casi in provincia di Prato, nelle ultime ore tre donne incinte sono state trovate positive al Covid-19. Non solo. Ci sarebbero anche altri quattro casi, almeno due dei quali in esito a controlli delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale che fanno i tamponi a domicilio. Nessuno dei casi accertati sarebbe grave e nessuno è ricoverato in terapia intensiva.
Il fatto che tre donne incinte siano risultate positive lascia però pensare che possano aver contratto il virus nello stesso luogo. Nessuno ancora parla di un nuovo focolaio, bisognerà fare un’indagine epidemiologica dei contatti avuti dalle tre donne negli ultimi dieci giorni per capire se il virus ha rialzato la testa in provincia di Prato oppure se si tratta, come tutti sperano, solo di una coincidenza.
Anche il bollettino quotidiano della Regione segnala tre nuovi casi a Prato, ma potrebbe non trattarsi delle tre donne incinte perché le rilevazioni della Regione si fermano alle 8 di mattina, mentre i risultati dei tamponi delle tre donne sarebbero arrivati successivamente. In questo caso dunque il totale dei nuovi casi potrebbe essere 6.
Sull’intero territorio regionale, secondo la Regione, ci sono stati sei nuovi casi, la metà dei quali a Prato, e un decesso, un uomo di 67 anni residente in provincia di Siena.
Secondo la direttrice dell’ospedale, Daniela Matarrese, invece, una sola donna incinta è stata ricoverata la scorsa notte al Santo Stefano ed è risultata positiva al coronavirus. Affermazione involontariamente smentita dall’aggiornamento quotidiano della stessa Asl Toscana Centro, che ieri pomeriggio non ha riportato alcun caso di positività in provincia di Prato. Dunque non le tre donne di cui si parla in ospedale e nemmeno quella che secondo la direttrice del Santo Stefano è stata ricoverata lunedì sera, che pure doveva rientrare nelle statistiche dell’Asl essendo arrivato il risultato del tampone prima delle 8. Ma ormai da mesi questa non è più una novità. I numeri dell’Asl e della Regione non coincidono quasi mai, nonostante già da molte settimane la Regione abbia detto che del problema si sarebbe occupata una task force.
Le due donne incinte “mancanti” dal conto potrebbero essere pazienti ginecologiche che hanno fatto un controllo in ospedale (per il quale è sempre previsto un tampone per rilevare il Covid) e poi sono state mandate a casa e dunque non figurano nella statistica della direttrice dell’ospedale, oppure casi rilevati direttamente a domicilio.
Ieri mattina si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sul rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia. Al tavolo, presieduto dal prefetto, hanno partecipato, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il vice presidente della Provincia, l’assessore alla sicurezza urbana e mobilità del Comune di Prato con il comandante della polizia municipale, il comandante provinciale dei vigili del fuoco e l’Ispettorato del lavoro. Il Comitato ha convenuto sulla necessità di non abbassare la guardia e di proseguire nell’attività di controllo sull’osservanza delle misure di contenimento del contagio, tra cui il divieto di assembramento, al fine di scongiurare eventuali comportamenti irresponsabili che possano vanificare gli sforzi compiuti nei mesi scorsi. —
paolo nencioni
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