La guardia di finanza scopre 44 evasori totali
Sono 154 i milioni di euro sottratti a tassazione nel 2019 e nei primi mesi dell’anno. L’evasione Iva ammonta a 53 milioni
prato
Sono 154 i milioni di euro sottratti a tassazione nel corso del 2019 e nei primi mesi del 2020, e 44 gli evasori totali scoperti. Lo si ricava dal bilancio dell'attività della guardia di finanza, stilato in occasione della celebrazione del 246° anniversario della fondazione del corpo, alla presenza del comandante provinciale, colonnello Massimo Licciardello, e del prefetto Lucia Volpe.
Nel periodo in esame i finanzieri hanno eseguito 520 interventi, constatando circa 154 milioni di euro di base imponibile sottratta ad imposizione e un’evasione di 53 milioni di Iva. 51 i soggetti denunciati per reati fiscali, scoperti 44 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, ed individuati 36 datori di lavoro che hanno fatto illecitamente ricorso, complessivamente, a ben 193 lavoratori in nero o irregolari.
Tra i servizi di maggior rilevanza va menzionata l’indagine che ha consentito di individuare e denunciare 25 assegnatari di case popolari i quali, attraverso autocertificazioni infedeli presentate all’Edilizia pubblica pratese, avrebbero mantenuto indebitamente le proprie assegnazioni. Sono stati inoltre effettuati 57 controlli suppa percezione di prestazioni sociali agevolate e di attestazioni di esenzioni dal pagamento di ticket sanitari: 24 le situazioni irregolari accertate.
In materia di anti-contraffazione sono stati denunciati all’autorità giudiziaria 61 responsabili, ai quali sono stati sequestrati, per contraffazione, circa 180.000 articoli, 287mila metri di tessuto nonché minuteria e bigiotteria per un valore di poco inferiore ai 2 milioni di euro.
Ha suscitato molto clamore, in questi ultimi giorni, l’inchiesta sulla produzione di mascherine che ha coinvolto numerose aziende a conduzione cinese con l’utilizzo di lavoratori senza contratto e irregolarità nella produzione dei dispositivi di protezione. I finanzieri hanno proceduto al sequestro di oltre 10 milioni di mascherine, di 600 macchinari nonché dei conti correnti e dei beni riconducibili all’azienda pratese indagata ed ai suoi rappresentanti, fino alla concorrenza di 3.200.000 euro circa.
La Finanza calcola che complessivamente in provincia di Prato siano state sequestrate 14 milioni di mascherine, vale a dire due terzi di quelle sequestrate sull'intero territorio nazionale (21 milioni).
Specifici controlli sono stati inoltre avviati al fine di contrastare manovre speculative nonché casi di concorrenza sleale. Tra i risultati conseguiti, la denuncia di un commerciante che è risultato aver applicato, sulla vendita di mascherine, un ricarico pari ad oltre il 1.000%.
Il Comando provinciale ha recentemente promosso un’iniziativa di solidarietà che ha consentito di raccogliere, tra i militari, fondi utilizzati per l’acquisto di diverse tonnellate di generi alimentari di prima necessità, mesi a disposizione della Caritas.
Pochi mesi or sono erano stati devoluti ai bisognosi, sempre tramite la Caritas, circa tremila capi di abbigliamento contraffatti sottratti al mercato illegale nel corso di alcune operazioni di polizia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
