Sicurezza
Circoli e Case del popolo hanno superato la pandemia
Fugati per ora i timori di chiusure: domani riapre anche la Fattoria di Tobbiana Il presidente dell’Arci: «Abbiamo attivato finanziamenti con Banca Etica»
prato
All’appello manca solo il circolo la Fattoria di Tobbiana, che riaprirà i battenti domattina. Poi tutti e 52 i circoli Arci di Prato e provincia avranno tirato su la saracinesca nel dopo Covid-19. Da fine maggio ad oggi, le case del popolo e i circoli, dopo due mesi di blocco delle attività, hanno ripreso a funzionare, più o meno tutti a ritmo pieno anche se «la chiusura di oltre due mesi ha aggravato la situazione di alcune strutture», ammette il presidente provinciale Enrico Cavaciocchi.
Intanto la spinta c’è stata. Al comitato provinciale di via Roma, dai primi di giugno i nove dipendenti sono rientrati ai posti di lavoro e sono usciti dalla cassa integrazione, segnale affatto scontato. «Quella pratese è una delle situazioni che si è dimostrata meno pesante e grave di altri comitati provinciali - dice Cavaciocchi - e sta emergendo anche una grande solidarietà fra i circoli, fra chi ha bisogno di maggiore aiuto e chi ha una situazione economica più stabile».
Le attività sociali e culturali stanno riprendendo via via nella loro completezza, le case del popolo, pur con numeri diversi a prima della pandemia, restano aperte dal mattino alla sera ancora come punto di aggregazione e presidio sociale nei quartieri della città e nei comuni della provincia. Nel periodo del Covid-19 i volontari Arci sono stati fra coloro che consegnavano pasti e libri agli anziani a domicilio e lo hanno fatto da quando il lockdown è diventato totale. Le ferite, però, di un periodo di chiusura così lungo, ci sono. «Abbiamo attivato dei finanziamenti come quello di 100mila euro con Banca Etica, denaro che serve a tutti i circoli soprattutto per le scadenze immediate» ricorda il presidente provinciale. Poi le nuove attività che si inaugurano a partire da lunedì, come quella dei centri estivi per ragazzi dai 3 ai 17 anni che prederanno il via all’inizio in tre dei sette circoli della città che hanno aderito al progetto che sono, il circolo Grassi di Narnali, il circolo di Paperino, il Costa Azzurra delle Macine, il circolo di Borgonuovo, il circolo di San Paolo, il circolo Orsetti di via Filippino e il circolo Zanotti di via Cava.
«Per ora ci sono venticinque prenotazioni in tre circoli. Con le regole del Covid-19 i ragazzi devono essere messi in piccoli gruppi ognuno con educatore, e se necessario spostati da una struttura ad un’altra per ragioni di numeri e gruppi» dice Roberta Bardazzi che segue il progetto. I costi sono accessibili, si parla di 65 euro alla settimana a ragazzo per una mezza giornata e di 125 euro a settimana per la giornata completa. I primi tre circoli Arci a partire con il progetto dei centri estivi sono il Grassi di Narnali, quello di Paperino e il Costa Azzurra delle Macine. Seguiranno gli altri, a seconda anche delle richieste e dei gruppi di ragazzi che si formeranno. «C’è un ritorno graduale alla normalità e molti circoli stanno riproponendo tutte le attività» conclude il presidente Enrico Cavaciocchi.
A Firenze invece la situazione sembra molto più pesante, tanto che secondo alcune stime la metà dei circoli e delle Case del popolo rischierebbero la chiusura proprio a causa dell’epidemia. —
alessandro formichella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
