Lutto
Tre ospiti di nuovo positivi al virus e la Rsa di Comeana torna in quarantena
La brutta sorpresa è arrivata dopo il test sierologico fatto ad anziani e personale. La direttrice allarga le braccia: "Non ho spiegazioni, sembrava tutto a posto". Il sindaco: "Non possiamo abbassare la guardia". Gli operatori sono tutti negativi
CARMIGNANO. Sembrava tutto finito, da più di un mese. E invece no. Alla Casa di accoglienza per anziani di Comeana, struttura residenziale al centro del paese gestita da una onlus, privata ma in convenzione, finita nel tunnel del Covid all’inizio di marzo quando un infermiere accusò per primo la malattia, gli ospiti sono di nuovo da ieri, 17 giugno, tutti in quarantena, sotto osservazione. E le visite dall’esterno, riprese appena lunedì 15, ancora una volta sono state sospese. Gli operatori invece continuano regolarmente a fare il loro lavoro, nessuno di loro è risultato essere positivo e non sono in quarantena.
Nessuno tra gli anziani accusa sintomi, parrebbe, ma tre ospiti, che nei mesi scorsi avevano contratto il virus (due di loro erano stati trasferiti alla Melagrana di Narnali e il terzo rimasto nella Rsa, negli spazi gestiti dall'Asl) sono di nuovo positivi. «Così dicono i tamponi fatti – racconta Paola Lombardi, la direttrice della casa di riposo, allargando le braccia – ed è tutto davvero senza una logica, perché è stato applicato ogni protocollo del caso ed è stata la stessa Asl a certificarne a suo tempo la guarigione». Così sono scattate le misure di sicurezza. Sono un po’ meno di trenta gli anziani che in questo momento vivono nella struttura e i tre nuovi casi sono stati scoperti in modo quasi fortuito. All’inizio della settimana ospiti e sanitari sono stati tutti sottoposti, come previsto da Regione ed Asl, ai test sierologici rapidi. I dati raccolti avevano un doppio scopo: scovare eventuali asintomatici ma soprattutto capire meglio la diffusione del virus nella popolazione, andando a cercare chi si è magari ammalato, poi è guarito e neppure se n’è accorto. Il risultato è stato però davvero inatteso. Di una quarantina di test, ventidue sono risultati infatti positivi (anche tra chi in passato aveva superato indenne i controlli: l’ultimo a inizio aprile). Quindi tutti e ventidue sono stati sottoposti a tampone e per tre anziani c’è stata la conferma dell’infezione in atto, contagiosi.
«Sono stati subito di nuovo trasferiti alla Melagrana di Prato – spiega la direttrice – il repart Covid predisposto dalla Asl dove già erano stati». Ed oggi sono attesi nuovi controlli: sarà infatti sottoposto a tampone anche chi al test sierologico è risultato negativo. «Speriamo – dice Lombardi – che non ci siano altre sorprese». Appena un mese fa, il 13 maggio, avevano brindato alla guarigione di dipendenti e ospiti presenti: trentanove doppi tamponi e tutti negativi. Altri quattro anziani erano tornati dalle cure intermedie durante il mese, altrettanti attendevano in ospedale. Nella spirale dei contagi erano finiti il 9 marzo: prima un caso, poi otto e alla fine quaranta, quando ad aprile l’Asl su insistenza di Comune e proprietà si era decisa a fare i tamponi a tutti. Sei i decessi, cinque a marzo e l'ultimo all'inizio di giugno: sette con un’anziana che frequentava la struttura ma non vi dormiva. Ed ora l’incubo del virus ritorna. Sulla vicenda c’è anche un’inchiesta aperta dalla Procura di Prato.
“Mi sono confrontato con la dirigente Asl Susanna Ricci – spiega il sindaco Edoardo Prestanti – la quale ha chiarito che non si tratta di nuovi positivi, bensì di persone che erano già state positive al virus, poi risultate negative ai due tamponi di rito nelle scorse settimane e che ad oggi presentano uno strascico della malattia. Adesso la Rsa è in quarantena e gli ospiti risultati positivi sono stati immediatamente trasferiti in una struttura dedicata al Covid, in attesa di un nuovo tampone che avverrà dopo i giorni di quarantena". Recidive? Non è detto, è possibile anche che i tre ospiti della Rsa non siano mai davvero guariti viralmente e che i risultati dei tamponi fossero in realtà falsi negativi, anche a causa di quelle che gli studiosi chiamano "riaccensioni" del virus.
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Le nostre strutture sono tenute sotto stretto controllo, per garantire la massima sicurezza alla città, ma le misure di sicurezza non possono essere limitate dentro le mura delle case di riposo. Il fatto che la malattia possa ripresentarsi anche dopo due tamponi negativi, com’è accaduto a Comeana, deve ricordarci che non possiamo abbassare la guardia. L’uso delle mascherine e di tutte le precauzioni, così come l'uso massivo dei test sierologici, è fondamentale per prevenire una nuova ondata di contagi. Da parte nostra saremo intransigenti nei controlli, perché la tutela della sanità pubblica resta una priorità”.
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