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Demolizione ex ospedale, i tempi si allungano

Alessandro Formichella
Un rendering del Parco centrale di Prato, un progetto ancora nel libro dei sogni
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Un rendering del Parco centrale di Prato, un progetto ancora nel libro dei sogni

Ennesimo ricorso al Tar: nel mirino ancora la Rti Daf Costruzioni di Milano che doveva iniziare i lavori a luglio. Gavazzi (Asl): "Non è detta l’ultima parola". Biffoni invoca il modello Genova

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PRATO. Si allontana di nuovo la demolizione dell’ex ospedale Misericordia e Dolce di via Cavour per fare posto al grane parco urbano progettato da Michelle Desvigne e dagli allievi dell’archistar Renzo Piano, Paolo Brescia e Tommaso Principi. Sembra l’apoteosi della burocrazia amministrativa che dà un altro colpo letale alle opere pubbliche. La notizia di pochi giorni fa dell’ennesimo ricorso al Tar nei confronti della Rti Daf Costruzioni di Milano, che l’ 8 giugno avrebbe potuto firmare il contratto con partenza dei lavori a luglio, scompiglia di nuovo le carte, impone altri tempi, mette in difficoltà una delle opere principali per la città promesse dal sindaco Matteo Biffoni fin dal 2014. Ma non c’è niente da fare. «Eravamo pronti l’8 giugno a firmare l’assegnazione dei lavori, dopo tutta la serie di ricorsi, ma il 5 giugno abbiamo avuto la notifica di un altro ricorso al Tar da parte della società Rad di Gubbio. Vediamo cosa decide il Tar e se dà la sospensiva», dice l’ingegner Gianluca Gavazzi che per conto dell’Asl Toscana centro ha seguito ogni passo di questa vicenda.

2014-2020, UNA STORIA SURREALE

«Quello che sta avvenendo è surreale, può accadere solo da noi in Italia – esclama l’assessore Valerio Barberis – più che amareggiato ormai sono irritato, è una storia senza fine». E che sia una storia quasi senza fine sembra fuori dubbio. Nel 2014, dopo che da anni si discute in città della conversione dell’ex ospedale Misericordia e Dolce a verde pubblico e a porta di ingresso al centro storico, Matteo Biffoni inserisce questo progetto, che darebbe alla città una dimensione europea, fra i punti principali della sua programmazione. Le grandi opere pubbliche sono due; il parco urbano dentro il centro città, 39mila metri quadrati, e il sottopasso del Soccorso. Tutto sembra andare avanti. Il progetto del parco ha un’accelerazione poi tutto si blocca e iniziano i ricorsi e contro ricorsi al Tar fino al Consiglio di Stato.

POTERI STRAORDINARI AI SINDACI

«Non è possibile andare avanti così, pur stando tutti i legittimi dritti delle persone e delle aziende alla propria tutela. Ma un punto nella vita va messo», dice Matteo Biffoni. I lavori di demolizione dell’ex ospedale di via Cavour non sono spiccioli, una gara di 5 milioni di euro, una demolizione un po’ complicata che dovrà essere fatta sezione per sezione, differenziando le macerie dagli inerti, dagli impianti e dall’amianto, trovato tra l’altro in eccedenza rispetto ai calcoli iniziali. «Avremmo potuto mettere gli esplosivi e buttare giù tutto. Ma la scelta è quella di intervenire con una demolizione sezionata, più complicata, ma che è sostenibile sul piano ambientale». La questione vera, però, sembra essere un'altra. «Sulle opere pubbliche di alto interesse il sindaco dovrebbe avere poteri straordinari da commissario. Nel caso del ricorso di anni fa finito al Consiglio di Stato, sarebbe bastato dire alla società vincitrice la gara di cambiare la ditta subappaltatrice, risultata non in regola con la legge». Insomma, per Biffoni occore assegnare poteri straordinari ai sindaci, sulmodello del ponte Morandi a Genova, altrimenti le opere pubbliche rischiano di essere un miraggio.

Tempi lunghi anche per il tunnel del Soccorso

Se i lavori fossero iniziati nel mese di luglio, agli inizi del 2022 avremmo avuto l'abbattimento completo dell’ex ospedale. Ma adesso questa data torna in discussione. «Quello che sta avvenendo all’ex ospedale si sta replicando anche per il sottopasso del Soccorso, anche qui tempi ciclopici», afferma il sindaco di Prato. Che, come presidente dell’Anci Toscana pensa anche agli Stati generali in corso a Roma.

«Per le opere pubbliche fino al valore di 500mila euro stiamo ottenendo una risposta dal governo. In questo caso verranno riconosciuti i poteri straordinari dei sindaci-commissari» afferma Biffoni. Ma lo sconcerto resta: «C'è il rischio di aspettare ancora alcuni anni prima di avere il parco». Che da cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto essere completato entro pochi mesi.

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