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Prato

l’estate a misura di bimbo 

Centri estivi partiti ma a rilento: solo dieci su quaranta sono aperti

Fabrizia Prota
Centri estivi partiti ma a rilento: solo dieci su quaranta sono aperti

Visto che soltanto da poco tempo sono state rese note le regole sono stati rivisti gli spazi, l’organizzazione del personale e i prezzi

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PRATO

Sono partiti in punta di piedi i centri estivi per ragazzi. Ieri, 15 giugno, era la data del via libera nazionale a queste attività nella fase 2 dell’emergenza Covid-19, ma sono poco più di 10 i centri che hanno aperto in città sui quasi 40 previsti dall'Estate ragazzi del Comune di Prato. Gli altri partiranno per lo più il 22 giugno, concludendo una settimana dopo la corsa contro il tempo a cui gestori e Comune sono stati costretti dalla definizione delle normative di poche settimane fa (del 17 maggio le linee guida governative, recepite dalla Regione Toscana il 30). «Viste le regole molto restrittive e il poco tempo, sono contenta della risposta della città – commenta l’assessore all'Istruzione Ilaria Santi –. Temevo che ieri non riuscisse a partire nessuno, invece un primo gruppo di centri ha cominciato l’attività ed altri lo faranno lunedì. Nonostante le risorse promesse dal governo non ci siano arrivate» sottolinea. Tra i primi a partire c’è il Cgfs, che ha avviato i centri estivi di via Roma (con la polisportiva 2A), alla piscina di via Galcianese e alla palestra Toscanini a San Paolo. «Eravamo già pronti col programma a fine febbraio – spiega il responsabile dei centri estivi Cgfs Giulio Bencini – poi è cambiato tutto. Abbiamo dovuto rivedere spazi, organizzazione del personale e anche prezzi». Il prezzo per le famiglie è infatti aumentato dapprima del 30%, poi l’associazione, una volta annunciati dal Comune i contributi regionali ai gestori (119mila euro totali), ha ridotto la retta settimanale di 15 euro. A fronte di un aumento dei costi per l’associazione del 50%. «Quest’anno ci andremo in pari se non in perdita – dice Bencini – però almeno riusciamo a dare un servizio». Sono circa 130 i partecipanti ai 3 centri estivi Cgfs di questa settimana, a cui si aggiungeranno dal 22 giugno altre 3 proposte. «Contiamo di arrivare a 300/400 ragazzi» spiega il responsabile. Niente a che vedere con i quasi 800 che ospitano ogni anno, ma di più non si può fare: per adeguarsi alla norme anti-Covid mancano spazi ed operatori. Le richieste sono inferiori agli anni scorsi in città – anche per via del caro prezzi – ma i pochi posti disponibili fanno sì che in molte strutture si rischi il tutto esaurito, soprattutto per la fascia 3-6 anni. «Per i più piccoli ci sono arrivate tantissime telefonate – racconta Luciana Bigagli, dell’associazione L'Isola che c'è, che organizza centri estivi alla scuola Ammannati a Tobbiana (partiti ieri), a Galciana e Iolo – ma possiamo accogliere solo 20 bimbi per scuola». «Tra le famiglie ci sono sia il timore che la voglia di tornare alla socialità» commenta Paolo Bartolozzi dell’associazione 24MOVing. La sua Summer School (alle Puccini a Coiano e alle Gandhi a Galciana) partirà lunedì prossimo: «Fino a metà della scorsa settimana non avevamo conferme sugli spazi – racconta –. Si è saputo tutto all’ultimo». A creare qualche intoppo alle parrocchie pratesi è stata la nuova procedura (stabilita dalla Regione) che richiede agli organizzatori dei centri estivi di passare dal Suap: ma le parrocchie non sono attività produttive. Risolto l’intoppo burocratico nelle scorse ore, gli oratori partiranno il 22 giugno. —

Fabrizia Prota

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