Il Tirreno

Prato

Flash mob del Movimento Nazionale Infermieri in piazza Duomo

Il flash mob del Movimento Nazionale Infermieri in piazza Duomo a Prato (foto Batavia)
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Il flash mob del Movimento Nazionale Infermieri in piazza Duomo a Prato (foto Batavia)

Prato, "Non vogliamo più applausi dai balconi, non vogliamo essere chiamati eroi,  scendiamo in piazza per i nostri diritti. Siamo la spina dorsale del sistema sanitario nazionale"

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PRATO. Il Movimento nazionale infermieri ha organizzato oggi, lunedì 15, in piazza Duomo un flash mob per denunciare la drammatica situazione che hanno vissuto infermieri di tutta Italia durante l'epidemia Covid-19.

"Oggi per la prima volta gli infermieri italiani si sono uniti da Nord a Sud- si spiega in un comunicato - senza colori loghi o sigle di appartenenza ma con una sola voce, quella di un Movimento Nazionale, e con l'unica bandiera che ci rappresenta… la nostra dignità professionale. Ci hanno lasciato senza difese ad affrontare la pandemia…Ci è stato chiesto di centellinare i dispositivi di sicurezza e lo abbiamo fatto. Ci hanno chiesto di isolarci dai nostri cari e lo abbiamo fatto. Ci hanno chiesto di non andare in ferie di essere al completo servizio e lo abbiamo fatto. Ci siamo ammalati, siamo diventati untori anche a causa di qualche negligenza
istituzionale… …ma ci siamo stati lo stesso. Siamo morti pur di assistere le persone…Chi di noi non si è contagiato fisicamente si è ammalato psicologicamente… Nessuno scorderá più gli occhi soli dei nostri pazienti…Ma questo lo abbiamo sempre fatto. Noi ci siamo sempre stati. Ogni giorno combattiamo contro virus, contro malattie incurabili, abbiamo affrontato ogni emergenza sanitaria perché fa parte del nostro lavoro. Non vogliamo più applausi dai balconi, non vogliamo essere chiamati eroi, non vogliamo le
medaglie a Cavalieri d'Italia. E non vogliamo riconoscimenti economici come premio, non scendiamo in Piazza per avere il Bonus Covid. Vogliamo essere riconosciuti per ciò che siamo sempre stati… Scendiamo in piazza per i nostri diritti. Siamo Infermiere ed Infermieri di Pronto Soccorso, di ambulanza, di terapie intensiva, di reparto , ambulatorio, siamo nelle Rsa, nelle cliniche riabilitative, ovunque c'è necessità di noi, noi infermieri siamo la spina dorsale del sistema sanitario nazionale. Non siamo ombre della categoria medica! La nostra è una professione autonoma e distinta. Siamo  laureati, specializzati. Siamo tra le professioni sanitarie insieme a quella medica che  maggiormente si aggiorna e studia, che conquista una laurea con sacrificio e merito come tante altre professioni autonome. E continua il proprio percorso di studi.
Abbiamo un Ordine a cui far riferimento, obblighi, responsabilità che con la legge Gelli si sono
acuite anche sotto il punto di vista giuridico. Sono trascorsi 3 mesi dal 22 febbraio… in questa fase post-Covid siamo tornati ad essere nuovamente delle comparse… Sono ricominciate le aggressioni verbali e fisiche nei pronto soccorsi, sulle ambulanze e nei reparti…A tutto ciò diciamo basta! E’ mancato il riconoscimento economico agli operatori sanitari ma ancor di più è mancato e manca
un pensiero riformatore per l’ammodernamento culturale di un sistema immobile da decenni.
Siamo disillusi e traditi. Noi ci siamo e lo abbiamo dimostrato adesso vogliamo i fatti!".

"Chiediamo con voce forte ed unanime una profonda riforma - prosegue il c omunicato  - Una riforma che preveda: - l'uscita dal comparto sanità… Un contratto unico per le professioni infermieristiche che
ridefinisca la posizione contrattuale dell’infermiere, ad oggi considerata ibrida ed
obsoleta, in base agli standard di conoscenza, abilità e competenze acquisite nei percorsi
accademici, con conseguente aumento del salario e delle indennità. Che sono ancora
ferme a 20/30 anni fa. Convertite semplicemente da lire in euro. (Basti pensare all’indennità
radiologica tramutata da L. 200.000 a poco più di € 100,00, all’indennità di reperibilità
tramutata da L.40.000 a €20,00. O peggio ancora all’indennità di malattie infettive, conferita
dopo l’emergenza covid, che ammonta alla vergognosa somma di 1,03 € al giorno).
Vogliamo superare il vincolo di esclusività che ci incatena al datore di lavoro, la
professione è nostra, abbiamo studiato per conquistarcela, appartiene a noi e non al datore
di lavoro, siamo noi che abbiamo l’obbligo di aggiornamento professionale, siamo noi che
ci paghiamo l’iscrizione all’ordine… Devono concederci l’opportunità di espletare la libera
professione. Perché se il conflitto di interessi non sussite per la professione medica, non
vediamo perché debba esserci per la professione infermieristica". 

Vogliamo riconoscimento delle competenze specialistiche… una legge specifica per dare
struttura alla formazione universitaria degli Infermieri, per dare un’identità alla Scienza
Infermieristica. Vogliamo la valorizzazione dei percorsi di studi con facoltà e docenti dedicati senza
interferenze di altre categorie… Vogliamo essere equiparati ai nostri cugini europei dove la
meritocrazia la fa da padrona, dove le competenze vengono riconosciute e remunerate
adeguatamente. - Vogliamo che venga debitamente riconsociuto il lavoro notturno e lo faremo parlandone
adeguatamente con i giusti termini perché la nostra é soprattutto una rivoluzione culturale!
Lo faremo per tutti quei colleghi che nell'arco della loro vita lavorativa sono stati impegnati
nelle guardie notturne. Perché nell'ultima "Riforma Pensioni" ci hanno estromesso dall'essere considerati "lavoro usurante" in quanto hanno imposto un limite irraggiungibile. Non vogliamo essere visti come una professione manuale, vogliamo elevare la nostra professione e farla diventare il più intellettuale possibile anche agli occhi dell'opinione pubblica - Vogliamo l’adeguamento delle dotazioni organiche e rimodulazione degli standard assistenziali…. Per migliorare la qualità dell'assistenza e ridurre il rischio di stress psicofisico. L’ Incremento delle figure di supporto in tutti gli ambiti di lavoro… Basta al demansionamento e all’infermiere tuttofare. Si all’infermiere di famiglia, ma che sia istuito un sistema standard per determinare anche il corretto rapporto infermiere assistito, infermiere/cittadino").

 E ancora l’ abbattimento del precariato con la stabilizzazione dei contaratti a tempo determinato e lo scorrimento delle graduatorie in essere…Il famoso Decreto Rilancio ricaccia indietro la sanità. Ad oggi non possiamo che prendere atto di avere un Governo disattento nei confronti dei professionisti della salute, come altrettanto disattento nel togliere dal decreto lo spostamento della data al 31 dicembre 2020
per i requisiti della stabilizzazione di tutti gli operatori sanitari.
 Abbiamo bisogno di omogeneizzare tutti i diversi contratti oggi in essere del pubblico e
privato, stesso salario, stessi diritti e stessi doveri per tutti. Ed infine, ma non per importanza:
 L’ agevolazione della mobilità interna ed esterna… perché anche noi abbiamo diritto a
goderci la nostra famiglia a lavorare nella nostra regione di appartenenza. Per tutto questo noi siamo pronti a dialogare. Questo è il riconoscimento che vogliamo, per il lavoro svolto durante la pandemia e per quello che svolgiamo quotidianamente…. E non briciole o applausi di circostanza…
Siamo oltre 35 mila infermieri concordi per unico grande e doveroso obiettivo… Mai come ora
siamo tutti compatti. Molti di noi sono a lavoro, impossibilitati a partecipare oggi.. ma sono qui con lo spirito.. siamo tutti uniti per la nostra dignità professionale!"

"Questa settimana è cruciale- continua il Movimento - , come molti di voi sapranno, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha indetto l’apertura degli Stati Generali dove si progetterà la ripresa dell’economia italiana.
Dove molti attori istituzionali verranno ascoltati e verrà stilato il programma per la ripartenza.
E in questa ripartenza vogliamo e dobbiamo esserci anche noi!
Chiediamo pertanto al Governo di ascoltarci, di dar seguito alle parole con i fatti, di seguire la linea
di coerenza che finora lo ha contraddistinto, di non tradire nuovamente la sanità italiana, i cittadini
italiani e gli infermieri. La motivazione negli operatori sanitari è fondamentale per questo lavoro ed è fondamentale per i tutti i cittadini che usufruiscono del ssn. Dunque la nostra protesta e una protesta del Paese. Dell Italia intera! Abbiamo ottenuto gli elogi dall'Europa per come abbiamo affrontato la pandemia.
Noi siamo pronti ad essere ascoltati ora dal Governo. Se non lo fossimo, non avremmo mai iniziato
questa protesta. Chiediamo ufficialmente quindi di essere convocati a tavoli ministeriali e alla XII Commissione di Camera e del Senato per esporre le nostre istanze. Chiediamo ai Presidenti della Commmisioni di ascoltarci. Chiediamo al Presidente del Consiglio di ascoltarci. Ci attendiamo vivamente che questa nostra richiesta venga accolta in rispetto della professione
infermieristica.

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