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la protesta

In piazza la rabbia degli "invisibili" dei buoni spesa

Alessandro Formichella
In piazza la rabbia degli "invisibili" dei buoni spesa

Il sindacato Si Cobas ha raccolto la protesta delle circa 1.800 persone che, pur vivendo e lavorando a Prato, non hanno la residenza  e sono rimasti fuori dagli auti. L'assessore Biancalani: "Abbiamo erogato 100.000 euro per loro"

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PRATO. I manifestanti hanno chiesto di avere i bonus alimentari ed essere inseriti in regolari liste pubbliche. L'assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani ha risposto a distanza che «sono stati già erogati 100mila euro per i lavoratori non residenti» e che chi ha bisogno può prendere i pacchi alimentari alla Caritas diocesana come dalle altre quattro associazioni accreditate in città. Il problema è che i lavoratori, italiani e stranieri, che vivono a Prato ma non hanno una regolare residenza, restano nella zona grigia dell'invisibilità.

Ieri mattina, sabato 13, una quarantina di persone si è riunita in piazza del Comune dietro le insegne del sindacato Sì Cobas, per manifestare contro quella che hanno definito l'ingiustizia «dei buoni a nulla», intendendo per buoni i bonus alimentari che non sono mai arrivati. Quasi duemila persone, fino ad ora non hanno ottenuto a Prato il sostegno agli alimenti, per il problema dovuto non solo alla fine dei fondi disponibili, ma anche al fatto che molti dei richiedenti, pur operando e vivendo in città, non risultano residenti. E, quindi, non possono beneficiare dei sostegni economici previsti per legge.

«Ci sono 1.800 persone che non sono rientrate in lista per avere i bonus alimentari, spesso non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione, ma fino a tre mesi fa lavoravano e pagavano le tasse qui a Prato – dice Luca Toscano, uno dei leader del Sì Cobas – chiediamo che venga riconosciuto che queste persone che vivono a Prato possano godere degli stessi benefici di chi ha una regolare residenza».

A loro ha risposto il vicesindaco Luigi Biancalani: «Benissimo per incontrarci e avere un tavolo dove affrontare assieme il problema. 100mila euro di spesa alimentare sono già stati finanziati da tempo e posso anticipare che fra qualche giorno saranno deliberati altri 95mila euro per alimenti da dare ai lavoratori pratesi non residenti».

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