Sicurezza
Ex basco verde con la doppia attività dovrà risarcire la Finanza
L’appuntato, 53 anni, gestiva anche un locale notturno: la Corte dei conti lo ha condannato a restituire oltre 35.000 euro
PRATO. La Corte dei conti della Toscana ha condannato un ex appuntato scelto delle fiamme gialle fino al 2013 in servizio a Prato a risarcire con un pagamento di oltre 35.000 euro la Guardia di Finanza. La vicenda vede protagonista l’ex agente di 53 anni nella sua attività di imprenditore. Anzi, nel doppio ruolo di imprenditore e finanziere che rivestiva all’epoca dei fatti.
L’uomo, si era imbarcato in una società per la gestione di un locale notturno che ha sede a Prato. In realtà, i titolari figuravano un cittadino cinese con precedenti di polizia e un italiano condannato per bancarotta fraudolenta, concorso in corruzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Da quanto hanno accertato gli inquirenti lui tra il 2013 e il 2015 sarebbe stato il terzo socio occulto nonché amministratore di fatto, realizzando in tre anni introiti per oltre 37mila euro. Ruolo che svolgeva parallelamente alla sua attività fra i baschi verdi.
Gli introiti derivanti da attività extra-istituzionale non autorizzata, svolta da un dipendente pubblico, costituiscono danno erariale e vanno restituiti all’amministrazione d’appartenenza. I due ruoli sono incompatibili fra loro, secondo i giudici della Corte dei conti. Così, ora dovrà risarcire la Finanza con una cifra di 35.472 euro, corrispondenti al danno erariale subito dalla Guardia di finanza per il mancato versamento degli introiti dell’altro lavoro. Non è l’unica somma che l’ex appuntato deve pagare.
Ad essa se ne aggiunge una precedente di 22.367 euro che deve versare per un’altra condanna, sempre pronunciata dalla Corte dei Conti, per le spese che la Finanza aveva sostenuto nel trasferimento dell’appuntato e per le spese che coprono le ore impiegate dai colleghi che hanno dovuto indagare sul suo ruolo nella gestione della discoteca. Dalla sentenza della Corte dei conti si capisce cosa abbiano scoperto gli ex colleghi dell’appuntato: «I soci lo hanno confermato, la perquisizione a casa dell'uomo ha portato alla luce documentazione contabile, fiscale e amministrativa riguardante la società, l'esito positivo dell'accertamento di flussi finanziari tra il conto corrente della società e quello del finanziere con il rinvenimento di somme bonificate dal conto corrente societario a quello personale». Negli anni scorsi della vicenda si era occupata anche la Procura di Prato, quando la Finanza condusse una verifica fiscale nei confronti dalla società che gestiva il locale notturno. (f.a.)
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