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Prato

la sentenza

Il Tar: "Il Comune poteva sfrattare il Prato dallo stadio"

Vezio Trifoni
Lo stadio Lungobisenzio negli ultimi due anni ha ospitato soltanto sopralluoghi di commissioni
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Lo stadio Lungobisenzio negli ultimi due anni ha ospitato soltanto sopralluoghi di commissioni

Rigettato il ricorso di Toccafondi, ora il Lungobisenzio torna a tutti gli affetti all'ente pubblico, ma è del tutto inagibile

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PRATO. Pochi giorni fa ci fu un botta e risposta tra il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il patron dell'Ac Prato 1908 Paolo Toccafondi per la futura gestione dello stadio dopo oltre 1000 giorni di chiusura della struttura. Ora è arrivato il rigetto del Tar ai ricorsi presentati dal Prato calcio nei confronti dell'amministrazione perché, tramite sfratto, si era riappropriata dello stadio. La motivazione è stata la rinuncia della società calcistica, presentata il 10 maggio 2018 al Comune, e che ha fatto perdere qualsiasi pretesa sulla gestione e sull'uso dello stadio Lungobisenzio al club biancoazzurro.

Il tribunale amministrativo scrive: "Al momento dell'emanazione degli atti impugnati, la società non aveva sicuramente alcun titolo che legittimasse la concessione in gestione della struttura: la concessione in gestione derivante dalla determinazione dirigenziale del 20 febbraio 2017 aveva, infatti, perso ogni validità per effetto della rinuncia presentata il 10 maggio 2018”. Il Lungobisenzio era stato a lungo chiuso perchè erano stati fatti interventi di ristrutturazione e adeguamento. Inoltre l'estate 2018 è stata molto calda perchè doveva essere quella del passaggio della proprietà dalla famiglia Toccafondi al gruppo italo-canadese.

Poi non se ne fece nulla e da lì scoppiò la diatriba tra il sindaco e il presidente della squadra con denunce e accuse reciproche. Ad oggi l'amministrazione comunale ha provato a fare una manifestazioni di interesse ma non ha ottenuto riscontro e nessuno si è fatto avanti. Ora si attende un nuovo bando e si discute anche di una riprogettazione della zona di via Firenze che comprende anche gli ex magazzini generali. Lo stadio, pur ristrutturato con un investimento di circa 1 milione di euro, è già obsoleto perchè non è omologato per far giocare un match a livello professionistico (servono nuovi seggiolini con schienale e intervento sui fari per aumentare il lux: costo di almeno 300 mila euro) e sicuramente va sistemato il manto erboso.

Ora che il Tar ha definitivamente chiuso la vicenda ed ha dato ragione al Comune: rimane in capo all'amministrazione un bel grattacapo.

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