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Pratiche all’amico in cambio di regali, nei guai un vice ispettore di polizia

Francesco Albonetti
Pratiche all’amico in cambio di regali, nei guai un vice ispettore di polizia

L’agente, 55 anni, è finito ai domiciliari. Stessa sorte per l’amico imprenditore di 45 anni. L'indagine affidata ai carabinieri

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PRATO. Si faceva fare regali, dai buoni carburante alle macchinette per il caffè, in cambio di favori ad un imprenditore ed ai suoi amici. Non solo, il poliziotto avrebbe utilizzato l’auto di servizio per questioni personali: acquisti vari per sé ma anche per consegnare la merce comprata on line agli amici. E poi spostamenti con la moglie.

Per questo Roberto Mendicino, 55 anni, originario della provincia di Cosenza e vice ispettore in servizio all’ufficio motorizzazione della Questura di Prato, è stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato d'uso, truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e turbativa d'asta.

La stessa sorte è toccata a Luciano Rizzo, imprenditore 45enne, anch’egli calabrese della provincia di Crotone, accusato di corruzione e indagato in un altro procedimento per atti persecutori. Un particolare che, come si legge più avanti, è stato cruciale per l’inchiesta. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del Comando provinciale di via Picasso dopo l’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Prato il 5 giugno.

Da tempo gli investigatori stavano indagando sull’amicizia molto speciale che legava il poliziotto e l’imprenditore. Un’amicizia, secondo le accuse, fatta di scambi di favori, che si concretizzava in regali in cambio di interventi burocratici, pratiche varie da snellire o anticipare. Infatti, grazie alla sua posizione, il vice ispettore poteva accelerare alcune pratiche di tipo cartaceo, come è avvenuto, in un caso accertato dai carabinieri, il rilascio di un passaporto, a beneficio non solo di Rizzo ma anche degli amici dell’imprenditore. Grazie all’amicizia col corregionale, Mendicino avrebbe ottenuto anche la disponibilità di un appartamento.

A far partire l’indagine, circa un anno fa, è stata una donna, conosciuta dall’imprenditore, la quale ha denunciato l’uomo, poi finito sott’inchiesta, per stalking.

I carabinieri del nucleo investigativo hanno compiuto accertamenti sul conto di Rizzo e del rapporto con la donna, ma anche sulle sue amicizie, scoprendo così che quelli col vice ispettore Mendicino ricorrevano con una certa frequenza e con comportamenti anomali.

È emerso così lo scenario degli scambio di favori, ma hanno incuriosito gli inquirenti anche alcuni comportamenti dell’agente, a prescindere dai suo rapporti con l’imprenditore.

Per esempio, quello di utilizzare spesso l’auto di servizio per motivi personali. Tra le accuse al poliziotto c’è anche la turbativa d'asta in concorso. Infatti, quando Mendicino ha partecipato come tecnico alla commissione del servizio riparazione di veicoli, avrebbe favorito un carrozziere di Carmignano, rivelando le offerte di altri partecipanti alle gare d'appalto per la manutenzione di un’auto della polizia.

Per questo, a carico di quest’ultimo, il gip ha emesso un provvedimento di divieto temporaneo di avere contratti con la pubblica amministrazione.

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di Redazione web