Il Tirreno

Prato

Maxifrode per mascherine: la Finanza arresta 13 persone

Vezio Trifoni
Maxifrode per mascherine: la Finanza arresta 13 persone

la fornitura commissionata dalla protezione civile e dalla regione toscana 

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PRATO

Una gigantesca fornitura di mascherine commissionata dalla Protezione Civile e da Estar, per conto della Regione Toscana, aveva acceso gli appetiti di un’azienda cinese di Prato che, attraverso una galassia di ditte cinesi, ha accettato di stipulare consistenti contratti: per la fornitura di 93 milioni di mascherine alla Protezione civile e di 6.700.000 ad Estar a fronte di corrispettivi per 41.800.000 e 3.200.000 euro. E per far fronte a questa maxicommessa il titolare dell’azienda, secondo le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Prato, avrebbe compiuto una lunga serie di azione illecite: dallo sfruttamento del lavoro alle frodi nelle pubbliche forniture di mascherine. Un’inchiesta, condotta dalla Procura di Prato, è culminata in 13 arresti e con la scoperta di 90 lavoratori irregolari impiegati nelle ventotto aziende tessili. Le perquisizioni sono state eseguite dai 250 finanzieri provenienti anche da altri province. E in carcere, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Prato, è finito l’imprenditore cinese. È accusato di sfruttamento del lavoro ai danni di 23 suoi connazionali, operai impiegati a nero, 15 dei quali ancora clandestini.

Dalle indagini è emerso che l’imprenditore, attraverso due nuove ditte subentrate alla precedente, aveva riconvertito la propria attività manifatturiera verso la produzione di mascherine per conto di una società riconducibile a due fratelli cinesi. L’azienda, che normalmente si occupava di abbigliamento, si era dedicata alla produzione di dispositivi medici ed è risultata fornitrice di rilevanti quantitativi per conto della Regione Toscana attraverso Estar e il Dipartimento della Protezione civile oltre a numerose catene private della grande distribuzione. Per la produzione la società pratese si è avvalsa – come contoterzisti subappaltatori occulti – di 28 ditte di confezioni del distretto pratese. Sulla base di quanto emerso dalla Finanza la società avrebbe falsamente dichiarato ad Estar l’assenza di subappaltatori. E falsa sarebbe stata anche la dichiarazione relativa all’inesistenza di pendenze con il Fisco. E questo, naturalmente le avrebbe impedito di poter contrattare con la Pubblica Amministrazione. La Finanza ha proceduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, dei conti correnti e dei beni riconducibili all’azienda indagata. La Protezione Civile ed Estar (per conto della Regione Toscana), parti lese, hanno subito collaborato con la Procura di Prato. «Intendo esprimere il mio plauso per l’indagine in corso da parte della Guardia di Finanza– ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi –, così come per tutte le inchieste che puntano ad accertare irregolarità sui luoghi di lavoro, l’elemento che mi sembra emergere con più forza da questa operazione, peraltro portata avanti in collaborazione con il Dipartimento Prevenzione dell’Asl dal quale sono stato immediatamente informato». Gli uffici regionali rendono noto che tutti i prodotti acquistati e distribuiti gratuitamente dall’inizio dell’emergenza sono stati testati con esito positivo dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze. –



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