Il Tirreno

Prato

il fondo di solidarietÀ “il buon samaritano” 

La Diocesi in aiuto per mutui e utenze

Vezio Trifoni
La Diocesi in aiuto per mutui e utenze

Il vescovo Nerbini: « Molte famiglie si trovano in difficoltà e purtroppo non riescono a fare fronte agli impegni»

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PRATO

Nasce il fondo di solidarietà “Il buon samaritano” per affrontare insieme le difficoltà dovute al Covid 19. La Diocesi di Prato insieme alla Caritas Diocesana vogliono aiutare le persone e le famiglie in difficoltà che non sono conosciute dai servizi di aiuto. Il messaggio è stato lanciato dal Papa Francesco e in Toscana la prima diocesi a fare la sua parte per contrastare queste gravi difficoltà dovute al coronavirus è Prato. «I problemi che nascono dal Covid sono immensi – mette in luce il vescovo di Prato Giovanni Nerbini – molte famiglie sono colpite dai licenziamenti e anche gli artigiani si sono ritrovati con redditi sempre più esigui o addirittura senza capacità economiche per pagare il mutuo o altre utenze. Come fare? Abbiamo creato con questo fondo un primo ambito d’intervento. Un fondo di 150 mila euro che permetterà al massimo di a singoli o famiglie un quota di 1500 euro. Dal 1 marzo ci sono state nuove e gravi difficoltà per questo abbiamo stabilito dei criteri (non verrà dato a chi ha reddito cittadinanza o altri bonus) per venire in aiuto e soprattutto per coordinare i tanti interventi che si sono venuti a creare in questo periodo. La fase successiva sarà quella di fornire servizi più qualificati, alle imprese, con tavoli anche con l’amministrazione e le categorie economiche». «La Caritas è andata incontro al bisogno alimentare con l’aumento da 900 a 1370 tessere per l’emporio della solidarietà, con i pacchi spesa a domicilio – dice la presidente della Caritas Idalia Venco – ora ci sono delle persone in difficoltà che non riescono a pagare l’affitto, le bollette o non è arrivata la cassaintegrazione per questo è nato il progetto il Buon Samaritano. la domanda potrà essere fatta attraverso i centri di ascolto parrocchiali o quelli di aiuto della Caritas. Vi consiglio di andare direttamente dal parroco che farà un colloquio e capirà la situazione poi una commissione con diverse professionalità cercherà di aiutare le molte famiglie e situazioni in difficoltà. I 150 mila euro sono la base ma la città può contribuire per aiutare queste situazioni. La sensibilità in questi mesi ha portato tante risorse nuove e sotto forma di volontariato e aiuti destinati a venire incontro alle famiglie. Prato è una città sensibile». Ma il vescovo sposta il problema anche ad altre situazioni. «Attraverso questo fondo Il Buon Samaritano – conclude la presidente della Caritas – volgiamo creare un percorso di accompagnamento della famiglia e dei giovani. L’ascolto deve essere fatto sedendosi accanto alle persone e questo virus ha fatto mancare proprio questo aspetto». –

Vezio Trifoni

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