Il Tirreno

Prato

anniversario 

Un anno fa la città perdeva Rodolfo Betti

Pasquale Petrella
Da destra Elita Feltrin, Rodolfo Betti, Roberta Betti ed  Elvira Trentin, a Viareggio nel 2001
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Da destra Elita Feltrin, Rodolfo Betti, Roberta Betti ed Elvira Trentin, a Viareggio nel 2001

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PRATO. Esattamente un anno fa, il 10 giugno 2019, moriva all’età di 87 anni Rodolfo Betti, il cantore della città di Prato. Così molti lo hanno definito per esser stato autore di teatro e scrittore di libri che hanno sempre avuto la città del tessile e i suoi personaggi come argomenti principe.

Per tanti anni ha scritto i testi per la Rivista del Buzzi allestiti soprattutto al teatro Politeama. Di mestiere era stato arredatore nella ditta condivisa col socio Giancarlo Moscardi, e le case di tanti pratesi (in città, in Versilia o in Maremma dove i pratesi si facevano le seconde case nell’era del boom economico) erano state abbellite su suo consiglio.

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Ma la sua vera vocazione erano la scrittura e lo spettacolo. Tutti i pratesi veraci ricordano la canzone “Se Prato la un ci fosse”, scritta insieme a Roberta Betti.

Una canzone che i due staranno intonando insieme adesso visto che lo scorso 22 gennaio anche la regina del Politeama è volata in cielo all’età di 89 anni, lasciando più povera la città.

La vita di Rodolfo Betti è stata contraddistinta dal grande amore per la sua città ed è sempre stato una miniera di aneddoti e di storie di personaggi che nel dopoguerra fino agli anni Novanta hanno caratterizzato il mondo culturale e sociale pratese. Ed è sempre stato Rodolfo Betti a veder nascere i talenti artistici come Roberto Benigni e Francesco Nuti, con quest’ultimo è stato coautore del testo della canzone «Puppe a pera» musicata poi da Giovanni Nuti, fratello di Francesco. Betti che per un lungo periodo ha collaborato col Tirreno pubblicando i sui racconti sulla Prato che fu con divertenti spigolature, ha sempre avuto un pubblico attento e desideroso di seguirlo nelle sue avventure goliardiche-etterarie. A ricordarlo con affetto e amore ci sono soprattutto la moglie Elita e le tre figlie, ma è un abbraccio virtuale che tutta la città gli rivolge nel primo anniversario della sua scomparsa. —
 
 

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