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Arrestati due ex gioiellieri: vendevano orologi e preziosi rubati

Gli oggetti preziosi recuperati dai carabinieri di Montemurlo
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Gli oggetti preziosi recuperati dai carabinieri di Montemurlo

I due fratelli, 41 e 36 anni, residenti a Ponte Buggianese sono finiti ai domiciliari per ricettazione. L’indagine dei carabinieri è partita da un derubato che ha riconosciuto il suo Rolex su internet


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MONTEMURLO. Quando ha visto che quell’orologio Rolex con un piccolo difetto era in vendita su un noto sito internet ha trasecolato. Sì, era proprio il suo, rubato qualche tempo prima durante un classico furto in casa. Era il marzo 2019 e l’uomo, residente a Montale, si è rivolto ai carabinieri della Tenenza di Montemurlo. Nel giro di poco più di un anno, da quel Rolex rubato i militari hanno ricostruito la complessa filiera di un vasto giro di ricettazione, orologi ma anche oggetti preziosi in oro ed argento, che faceva capo a due fratelli di Ponte Buggianese, 41 e 36 anni.

Nei giorni scorsi, sotto la direzione del sostituto procuratore Leonardo De Gaudio della Procura di Pistoia, i carabinieri di Montemurlo hanno perquisito l’abitazione di uno dei due fratelli, trovando orologi d’oro e Rolex, posate ed altre stoviglie in argento per un valore di svariate decina di migliaia di euro. Tutti oggetti risultati rubati nelle abitazioni, non solo della zona e della Toscana, ma anche di altre regioni italiane. Per i due fratelli, che hanno piccoli precedenti specifici di polizia, sono scattati gli arresti domiciliari per ricettazione di concorso. Si attende la convalida da parte del gip.

Ricostruendo la vicenda, con l’aiuto del derubato i carabinieri sono riusciti a risalire all’inserzionista, che però ha riferito di aver già venduto l’orologio. L’uomo è poi risultato del tutto estraneo alla vicenda, vittima a sua volta, in qualche modo, dei due ricettatori che erano in grado di mascherare molto bene la loro attività illecita, in qualche caso falsificando in modo credibile le scatole e gli certificazioni degli oggetti preziosi. Un’attività resa ancora più credibile grazie all’esperienza dei due fratelli che, prima di dedicarsi alla ricettazione, avevano una gioielleria in Valdinievole.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due ex orefici erano molto conosciuti dalle bande criminali dedite ai furti per cui venivano contattati direttamente ogni qualvolta qualche ladro volesse sbarazzarsi della merce scottante senza passare dal mercato ufficiale dei compro-oro od altri canali simili.

Un particolare che ha colpito gli inquirenti e il relativo “basso profilo” dei due fratelli, valdinievolini di residenza ma calabresi di origine: a fronte di una ricchezza sicuramente superiore alla media, non la ostentavano affatto, conducendo un tenore di vita del tutto normale per non dare nell’occhio. I due erano già nel mirino dei carabinieri da qualche tempo tanto che, nel luglio dell’anno scorso, avevano diffuso attraverso la stampa alcune foto di merce sequestrata e risultata rubata per cercare così di risalire ai proprietari.

E quei preziosi sono stati riconosciuti da moltissime persone residenti anche in altre regioni del nord Italia: tutti avevano in comune il fatto di aver subito un furto in casa qualche tempo prima. Grazie al derubato montalese, i militari sono riusciti a trasformare i sospetti in certezza, risalendo ai due fratelli di Ponte Buggianese.

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