Il Tirreno

Prato

Da tre mesi senza lavoro e senza cassa integrazione

Maria Lardara
Veronica Scopelliti (la titolare del nido “La Gang del bosco”) e Cristina Crescenzi (l’ educatrice) alla manifestazione in piazza del Duomo
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Veronica Scopelliti (la titolare del nido “La Gang del bosco”) e Cristina Crescenzi (l’ educatrice) alla manifestazione in piazza del Duomo

Prato, l’educatrice col mutuo da pagare: «Ancora non mi è arrivato un soldo»  Su 337 domande all’Inps di Prato solo la metà sono andate a buon fine

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PRATO. La cassa integrazione Cristina l’ha vista soltanto ieri, Chiara invece ancora aspetta e spera. Cristina Crescenzi lavora per l’asilo “La gang del bosco” di viale Galilei, Chiara Anastasia è un'educatrice del nido “La casa degli orsi” in via della Stufa. I loro ammortizzatori sociali si sono persi nelle pastoie burocratiche dell’Inps, erogati con il contagocce. Si chiama Fis ed è il salvagente previsto per i servizi in caso di sospensione dell’attività.

Numeri alla mano, le richieste del fondo d’integrazione salariale pervenute all’Inps di Prato con causale Covid sono state 337 nel periodo marzo-aprile: di queste, soltanto la metà è entrata nelle tasche dei lavoratori. Nel mondo dei servizi educativi è forte la componente femminile, la più fragile, quella resa più vulnerabile dal Covid-19. In questo contesto, Chiara cerca di sdrammatizzare vista l'eterna attesa.

«Il presidente dell’Inps ha assicurato che entro venerdì verranno saldati tutti i pagamenti - racconta - Chissà se accadrà. Nel frattempo, si vive nell’incertezza, nella speranza di riprendere a lavorare a settembre. Ho un mutuo da pagare e mi ritengo fortunata perché al mio compagno hanno anticipato la cassa integrazione. Ma se in una famiglia due persone non riscuotono come fanno a tirare avanti?»

Anche Cristina non vede l’ora di tornare al lavoro. È diventata mamma da circa un anno ed era da poco rientrata al lavoro quando è scoppiata l’epidemia. «Seguo i lattanti e mi mancano tanto i miei piccolini. Faccio questo lavoro da dieci anni e, per un’educatrice, non c’è gioia più grande che veder crescere i propri bimbi». Fermo dagli inizi di marzo, il personale dei nidi e delle materne paritarie è coperto con il paracadute del Fis fino alla metà di giugno. E poi? Si spera in un rifinanziamento degli ammortizzatori sociali anche per luglio e agosto visto che la chiusura delle strutture si protrarrà fino a settembre.

Tutto questo aspettando le linee guida nazionali per la fascia 0-3 mentre oggi una delegazione dei gestori pratesi andrà a Roma per dare voce alle difficoltà di tante strutture. Tanti servizi educativi privati intanto hanno presentato un progetto di massima dei centri estivi che, se prenderanno il via, non sarà prima degli inizi di luglio.

Ieri è uscito il bando comunale on line per ottenere i contributi: l'ultimo termine indicato è il 30 giugno per presentare le domande con cui i gestori appunto potranno ricevere un cofinanziamento. Sempre ieri infatti la giunta comunale ha approvato ieri lo stanziamento di quasi 120mila euro finanziati dalla Regione.
 

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