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«A Prato una maestra d’infanzia, Francesca Sivieri, dal 25 maggio ha preso di propria iniziativa l’abitudine di leggere alcune storie ai bambini che seguiva fino al lockdown, dandogli appuntamento in un parco cittadino, ovviamente col consenso dei genitori. Un bel segnale, una bella storia, perché questa maestra, con la sua iniziativa personale, ha fatto in modo che la scuola ci fosse anche in questo lunghissimo periodo di assenza». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.
«È vero che un sindacalista l’ha criticata direttamente – sottolinea Marcucci – aspramente e per me anche ingiustificatamente, ma è vero anche che la sua iniziativa è stata così contagiosa che a Prato le letture nei parchi si sono moltiplicate. Alla maestra Francesca Sivieri dico grazie!».
Un ringraziamento a Francesca Sivieri arriva anche da una sua collega, Silvia Botarelli, che scrive: «Non conosco la maestra ma mi sento di difendere il gesto. Innanzitutto si parla di un non rispetto delle norme di sicurezza, quando nessuno, se non chi era presente, può sapere se le norme sono state rispettate o meno. Si usano luoghi comuni, frase scontate, per creare conflitti e tensioni».
«Io personalmente quando ho letto la notizia della maestra ho sorriso, ho provato piacere nel vedere un desiderio di molte essere diventato realtà. Perché questa maestra è stata brava a realizzarlo. La cosa che più mi ha infastidito è che si insinua il fatto che le altre maestre che non lo fanno, potrebbero passare da vagabonde ed io personalmente non mi sono assolutamente sentita vagabonda per non averlo fatto. Non e' il momento di fare politica di fronte alla sofferenza delle persone. Il miglior gesto di rispetto è il silenzio». —
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