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Prato

il nodo dei centri estivi 

Protestano i gestori delle materne private Salvagente regionale, ma siamo in ritardo

maria lardara
Protestano i gestori delle materne private Salvagente regionale, ma siamo in ritardo

Martedì una manifestazione in piazza Duomo: chiedono contributi al Comune. Intanto la Diocesi parte con gli oratori

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Sono lo zoccolo duro del sistema educativo pratese. Danno servizi preziosi per le famiglie, non solo nidi convenzionati per la fascia 0-3 ma anche scuole materne paritarie e quei centri estivi di cui i genitori sentono tanto la necessità nella fase post-Covid. Ma quest’anno le rette rischiano di schizzare alle stelle per l’adeguamento ai protocolli di sicurezza, fino a 200 euro alla settimana. Centri estivi che non decollano, anche quelli per la fascia 0-3 di cui mancano le linee guida nazionali, fondi del decreto Rilancio non ancora erogati. Suona la carica dei gestori dei nidi e materne private, senza una prospettiva di riapertura a breve termine mentre il personale è in cassa integrazione a zero ore da marzo senza riscuotere in molti casi. Hanno organizzato una manifestazione di protesta per martedì in piazza Duomo a partire dalle 10. La manifestazione chiamerà a raccolta circa 150 persone tra gestori ed educatori dell’area pratese.

Il grido dei gestori. Tra le richieste, una maggiore chiarezza nell’attivazione dei centri estivi, un sostegno economico del Comune per le cooperative e società che organizzeranno le attività in modo da abbattere i costi delle famiglie. «Dovremo accollarci diverse spese tra sanificazioni, triage all’ingresso e tutta la ripartenza delle strutture tenendo conto dei protocolli di sicurezza e dei nuovi rapporti fra educatori e bambini – lamenta Veronica Scopelliti, direttrice del nido e scuola paritaria La Gang del Bosco – Per quanto riguarda la fascia 0-3, come faremo ad accogliere i bimbi sotto i 18 mesi al centro estivo tenendo conto delle regole del distanziamento? ». I gestori si mettono una mano sul cuore ben sapendo che non è possibile chiedere alle famiglie di spendere 200 euro. Si parla di realtà consolidate come le cooperative Sentieri e Alambicchi, realtà di asili storici come Abbiccì, Peter Pan, La casa degli orsi, Trilli.

Domande al Suap. Intanto da ieri pomeriggio sul sito del Comune sono pubblicate le istruzioni per inviare la pratica di apertura del centro estivo allo sportello Suap del Comune. È sufficiente una segnalazione di inizio attività, con cui l’organizzatore deve autocertificare il possesso dei requisiti e il rispetto delle norme anti-contagio: i controlli del Comune avverranno successivamente.

Il nodo dei soldi. Stanno per entrare nelle casse del Comune 120mila euro, ovvero l’importo stanziato dalla Regione Toscana per finanziare i progetti di centri estivi a Prato. Probabile che l’ente uscirà con un bando per assegnare le risorse ai gestori, dopo un passaggio in giunta. I tempi sono stretti: la data del 15 giugno, quando in tutta Italia scatterà il semaforo verde per i centri estivi, è dietro l’angolo. Per dare una mano ai nidi privati, il Comune ha già liquidato fra la fine di maggio e il primo giugno i fondi per sostenere i costi a carico del gestore come le spese per il personale a fronte del venir meno delle entrate derivanti dalla retta. «Siamo uno dei pochi Comuni, forse l’unico in Italia, ad averlo fatto», ha ricordato ieri pomeriggio il sindaco Matteo Biffoni durante la sua diretta Facebook.

Ma la Diocesi parte. Prende forma l’estate dei ragazzi nelle parrocchie pratesi. Subito dopo la pubblicazione delle linee guida per i centri estivi, la Diocesi ha costituito un gruppo di lavoro per organizzare gli oratori nel rispetto delle regole anti-covid. Quindici le parrocchie aderenti al progetto che si sorregge grazie all’apporto degli animatori volontari. All’ingresso dell’oratorio sarà allestita l’area triage mentre il servizio sarà svolto in collaborazione con la Misericordia che provvederà a rilevare la temperatura corporea e alla consegna delle mascherine (se ne fossero sprovviste) per bambini e animatori. Il costo settimanale richiesto alle famiglie andrà dai 30 ai 60 euro, a seconda se nella proposta è previsto il pranzo oppure no. Sempre la Misericordia ha dato la disponibilità per i test sierologici a tutti gli animatori coinvolti. «Pensiamo che proprio in un momento difficile come quello che stiamo vivendo – spiega il vescovo Giovanni Nerbini – sia opportuno non rinunciare a questa esperienza di socialità e di crescita, per i ragazzi e le loro famiglie». –

maria lardara

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