Gioco
Lezioni nel parco, genitori contro la Cisl «La maestra Francesca ha fatto bene»
L’insegnante della materna Meucci va avanti con le sue storie lette ai giardini e invita le colleghe a fare altrettanto
prato
Francesca Sivieri non molla, anzi rilancia. La maestra della scuola materna Meucci che da lunedì 25 maggio legge le sue storie ai bambini nel parco, e che per questo era finita nel mirino della Cisl, che l’ha accusata di far passare per vagabonde le sue colleghe, ha annunciato che andrà avanti e anzi invita altre insegnanti a fare lo stesso nell’ambito del progetto “Prati nelle storie”.
Ieri la maestra ha incassato la solidarietà di 108 genitori che hanno pubblicato una lettera aperta nella quale sostengono il suo progetto e la invitano ad andare avanti.
«Siamo un gruppo di genitori (ma non solo) – si legge nella lettera aperta – per lo più mamme, che nelle lunghe settimane del lockdown hanno dovuto far fronte ad una crisi nella crisi. Quella dell’abbandono dei propri figli da parte delle istituzioni. Poi, con la riapertura di gran parte delle attività produttive a maggio, la scuola è rimasta chiusa, in quello che a molti è sembrato un gesto di vigliaccheria più che di responsabilità sociale. E infatti si demanda al privato o all’individuo, come testimonia la farsa dei campi estivi. Le famiglie si sentono abbandonate–il buono babysitter, lo smart working, e le altre forme di sostegno sono palliativi di fronte alla chiusura totale delle scuole».
«E così – proseguono i genitori – quando abbiamo letto l’intervento di Claudio Gaudio della Cisl abbiamo pensato: vergogna. Vergogna per chi denigra senza conoscere. Vergogna per chi mette zizzania quando dovrebbe tutelare e potenziare le lavoratrici e i lavoratori della scuola. Vergogna per chi s’indigna per le cose belle di cui sono capaci le persone».
«La maestra Francesca non si è schierata contro qualcuno ma a fianco dei suoi piccoli alunni e dei bambini in generale. Questi ultimi infatti, non avendo colore politico e non essendo iscritti ad alcun sindacato o associazione di categoria, vedono spesso calpestati i propri diritti. Molti docenti poi non si sentono affatto minacciati dal gesto di Francesca, ma lo leggono come una delle tante buone pratiche che tanti insegnanti hanno utilizzato per mantenere un filo di conoscenza e di affetto con i propri alunni».
«L’iniziativa della maestra è anche un gesto di disobbedienza civile che troviamo necessario in un momento come questo in cui a tutti è richiesto impegno per ricostruire un Paese migliore. Un gesto di coraggio da sostenere e prendere ad esempio».
La Cisl: nessuna coda di paglia. Mercoledì il sindacato aveva per chiarire meglio la sua posizione. «Il comunicato stampa – si legge in una nota di Claudio Gaudio, segretario scuola Cisl di Prato e Firenze – nato dalla richiesta del sindaco Biffoni alla ministra Azzolina di riaprire le scuole dell’infanzia fino al 30 giugno non aveva certo intenzione di attaccare la maestra in questione ma solo di precisare che la sua iniziativa estemporanea ed avulsa da quanto previsto ed attuato da tutte le scuole italiane, aveva ingenerato nell’opinione pubblica, e le polemiche scaturite ne sono la conferma, l’idea che anche le altre maestre avrebbero dovuto e potuto comportarsi in maniera analoga. Non era quindi “coda di paglia” ma piuttosto un richiamo al fatto che le modalità con cui le attività didattiche sono svolte in questo periodo di pandemia non sono decise dal singolo insegnante ma collegialmente dalla scuola, nel rispetto di quanto stabilito dal Governo alla voce “sospensione delle attività didattiche in presenza”. Pur comprendendo lo spirito che ha animato la maestra nella sua iniziativa, non possiamo tuttavia far passare l’idea, questa sì inaccettabile, che il personale della scuola “regolarmente retribuito”, come se questa fosse una colpa, non abbia svolto il proprio dovere nel pieno rispetto di quanto stabilito dalla attuale situazione emergenziale. Infine il richiamo ad attività riferibili ai servizi educativi forniti dai comuni e che nulla hanno a che vedere con la scuola dimostra con quanto pressappochismo si affrontino certi temi. Se posso dare un suggerimento, inviterei i genitori, i sindaci e anche la stampa ad unirsi a noi nella richiesta di aumento degli organici docenti ed Ata, unica vera misura efficace se davvero abbiamo a cuore la ripresa in presenza delle attività didattiche a settembre, richiesta che purtroppo trova sempre porte chiuse da parte dei decisori politici». —
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