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Allarme dei proprietari «I cinesi non ce la fanno a pagare gli affitti»
prato
La comunità cinese di Prato sta riaprendo solo in questi giorni le sue attività dopo aver tenuto un confinamento assoluto a causa del coronavirus anticipato e più lungo rispetto a quello disposto dal governo italiano, e questa situazione si riverbera negativamente sul mercato immobiliare con un calo previsto per gli affitti.
È quanto rileva la Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali.
I cinesi “hanno sofferto molto – spiega Filippo Mannelli, presidente della Fiaip di Prato – come noi, se non di più. Soprattutto nel settore tessile, dal momento che a febbraio, il mese di produzione per l’estate, non hanno ricevuto ordini per cui la loro estate, in pratica, non esiste. O comunque hanno ricevuto piccole commissioni che li faranno lavorare al massimo fino a luglio».
Questo, secondo Mannelli, «comporta forti ripercussioni anche nel settore immobiliare dal momento che non possono permettersi di pagare gli affitti sia delle abitazioni che quelli commerciali. Anzi, in questi mesi, nei casi in cui avevano già versato la caparra hanno preferito lasciarla piuttosto che firmare il contratto di affitto».
Mercato fermo anche a Empoli, altra area di distretto tessile-abbigliamento dove numerosa l presenza cinese. «Non c’è richiesta di bazar», dice Diego Calugi (Fiaip Firenze-Pistoia), secondo cui per quanto riguarda i capannoni «va meglio soltanto a chi ha commissioni da parte di grandi marchi. Coloro che lavorano invece per clienti più piccoli sono i più preoccupati». —
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