Il Tirreno

Prato

I centri estivi? Beato chi se li potrà permettere

di Maria Lardara
Bambini a un campo estivo (archivio)
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Bambini a un campo estivo (archivio)

Le tariffe saranno sensibilmente più alte rispetto all'anno scorso e i presidi sembrano restii a concedere gli spazi per le attività

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PRATO. I centri estivi? Beato chi se li potrà permettere. Perché le attività ripartiranno sì ma, senza risorse pubbliche utili ad alleggerire la retta delle famiglie, il salvagente per molti genitori rientrati al lavoro nella fase 2 rischia di avere costi proibitivi e penalizzanti chi i redditi più bassi. Stando alle linee guida del Governo, per cinquemila bambini dei centri estivi pratesi il semaforo verde scatterà il 15 giugno. Da poco la Regione ha definito le sue linee guida con l’ordinanza 61 firmata da Rossi. I tempi sono stretti e pesano due incognite. Da una parte, i costi ritoccati all’insù dai gestori per mettersi in regola con le normative di sicurezza anticovid. Dall’altra, gli spazi degli istituti comprensivi statali che alcuni presidi sembrerebbero restii a concedere per lo svolgimento delle attività. I costi sono destinati a lievitare perché associazioni e cooperative sono chiamate a garantire le sanificazioni, il triage all’ingresso e una dotazione massiccia di personale visto che il rapporto è di un operatore ogni cinque bambini fino a 6 anni e uno ogni sette fino a 11 anni.

Senza i finanziamenti statali e regionali promessi, il Comune non mette in campo risorse proprie per evitare che le rette schizzino alle stelle, con rincari anche del 50%. Cooperative e associazioni ci contano perché, prezzi alla mano, per una famiglia diventa insostenibile spendere 150 euro a settimana a fronte dei 100 che ne spendeva normalmente. Il momento è critico, pochi i soldi che girano in tasca. Ieri a Firenze sono iniziate le preiscrizioni ma nel capoluogo gigliato sono sempre esistiti i centri estivi comunali che danno priorità all’Isee più basso. L’importo stanziato dal Comune di Prato è di 18mila euro per i progetti presentati come ogni anno nell’ambito dell’Estate Ragazzi: all’avviso pubblicato alla fine del 2019 avevano risposto 14 soggetti tra cooperative, associazioni e parrocchie.

Tra questi la cooperativa Alambicchi che ogni anno accoglie 300 bambini negli spazi delle scuole di Prato e Poggio. «Facendo una proiezione dei costi, la retta verrebbe intorno ai 150 euro alla settimana – spiega la vicepresidente Nadia Lunghi – Troppa per le famiglie che in questo periodo ci telefonano e chiedono dei centri estivi».

Il problema della mancata assegnazione degli spazi scolastici è segnalato dal Cgfs, colonna portante dei centri estivi pratesi intorno al quale ruotano oltre tremila iscritti. Le indicazioni dei vertici sono state ben precise: non aumentare le rette (qui si paga mediamente 100 euro alla settimana), mantenendo tutti gli standard di sicurezza. «Speriamo in un sostegno economico alle famiglie – spiega Giulio Bencini, responsabile dei centri estivi del Cgfs - Non sarebbe accettabile chiedere 150 euro alla settimana. Bisogna capire come andare in pari, senza rimetterci». Più snella l’organizzazione di chi lavora con piccoli gruppi di bimbi. L’associazione Cavalli & Carrozze non aumenterà le tariffe dello scorso e continuerà a ospitare 25 bambini nel maneggio di Iolo. «Abbiamo sei istruttori e cinque operatori – racconta la responsabile Federica Pasciuti - Qui non abbiamo problemi di rapporto fra iscritti e personale».

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