Gioco
Festa della Repubblica: in piazza delle Carceri incontro tra il vescovo e il maresciallo Giangrande
Nel suo discorso il sindaco di Montemurlo Simone Calamai ha reso omaggio alle quattro vittime del coronavirus
LA CELEBRAZIONE
Con una cerimonia in piazza Santa Maria delle Carceri a cui hanno assistito circa 200 persone è stata celebrata ieri la festa per il 74° anniversario della nascita della Repubblica. Presenti le massime autorità cittadine, tra cui il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Lucia Volpe alla sua prima uscita pubblica, il vescovo Giovanni Nerbini, il deputato Antonello Giacomelli del Pd, il senatore Patrizio La Pietra di Fratelli d’Italia, i vertici delle forze dell’ordine, i sindaci della provincia. Presente il maresciallo Giuseppe Giangrande con la figlia Martina che ha incontrato il vescovo Nerbini.
Dopo l’alzabandiera e l’Inno di Mameli, il prefetto ha letto il messaggio del presidente della Repubblica e poi insieme al sindaco e al comandante provinciale dei carabinieri Marco Grandini ha deposto una corona al monumento dei caduti.
A Montemurlo una cerimonia in forma ristretta, in osservanza delle norme anti-Covid, con le mascherine tricolore donate dall’azienda Synthesys, segno di appartenenza e orgoglio nazionale in un difficile momento di ripartenza: «La festa della Repubblica ci ricorda l’importanza e la fierezza di essere italiani e ci spinge a fare ciascuno la nostra parte per il bene comune». Il sindaco Simone Calamai nel suo discorso, trasmesso in diretta Facebook sulla pagina del Comune, ricorda tutti. Dedica un pensiero ai quattro montemurlesi vittime del Coronavirus (Angelo Grazzini, Alfredo Gallorini, Franca Volpi, Lina Guarracino), ricorda il personale sanitario impegnato nella lotta al virus e in particolare i medici di famiglia. Ricorda l’impegno dei volontari, di chi non si è mai fermato per far andare avanti i servizi essenziali e di chi invece si è dovuto fermare (gli imprenditori, i commercianti, i servizi) e che ora vive con preoccupazione questa difficile fase di ripresa.
Il sindaco Calamai dedica parole di incoraggiamento e di concreta vicinanza alle famiglie, a chi ha perso il lavoro, a chi è in cassa integrazione e non sa come andare avanti. Poi il primo cittadino rammenta, nel giorno della Costituzione, Ettore Nespoli, cittadino montemurlese, scomparso lo scorso anno a 46 anni per un male incurabile, professore di diritto all’istituto Buzzi di Prato e avvocato, uomo che credeva nei valori della legalità e dell’importanza di trasmetterli ai giovani. Non mancano neppure parole per i montemurlesi scomparsi in questo momento così duro e in particolare ai due giovani vittime di incidenti sulle strade del Comune, Lorenzo Destro e Samuele Fortunato. Assenti, a causa delle norme anti-assembramento, i diciottenni, da sempre i protagonisti della festa della Repubblica, ai quali, non appena sarà possibile, il Comune dedicherà un momento Per il sindaco Calamai «Lo Stato deve essere, come lo fu nel 1946, motore della ripartenza, della ricostruzione. Oggi tocca alle istituzioni ricucire quanto è stato strappato dal virus e rappresentare gli interessi di quella parte della popolazione che non ha lobby e che non ha voce (i bambini, la scuola, i ragazzi, gli anziani, i disabili, i malati, gli emarginati)». —
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